La leader della Fiom Cgil sarà la candidata di Sel, Idv, Verdi e Fds al posto di Claudio Fava, stoppato per un “intoppo” burocratico sulla sua residenza

Giovanna Marano

Giovanna Marano, presidente del comitato centrale della Fiom e già segretario generale in Sicilia del sindacato dei metalmeccanici della Cgil, sarà con molta probabilità il candidato alla Presidenza della Regione di Sel, Verdi, Federazione della sinistra e Italia dei Valori.

E’ questo l’esito di una lunghissima riunione dei vertici della coalizione in cui sarebbe maturata la decisione di Claudio Fava di fare un passo indietro per non compromettere la sorte delle liste a lui collegate.

Nella mattinata – riporta Livesicilia in un approfondimento sulla questione – erano circolati i nomi di Fabio Giambrone, senatore dell’Idv e di Rita Borsellino ocme possibili alternative last minute. A quanto apprende Live Sicilia, invece, la coalizione si sarebbe rivolta alal sindacalista della Cgil che avrebbe accettato la candidatura.

E stata una lunga notte bianca per i partiti che sostengono la corsa di Claudio Fava. Riunione fiume per affrontare l’emergenza che ha travolto il candidato della sinistra radicale dopo le dichiarazioni choc del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. La candidatura di Fava è appesa al filo ma con lui rischiano di essere travolte tutte le liste a lui collegate. Che sono adesso chiamate ad assumere una decisione drammatica nel giro di 24 ore, visto che domani alle 16 scadono i termini per presentare le liste. Il vertice notturno non ha prodotto risultati e stamattina i leader dei partiti della coalizione sono tornati a riunirsi per trovare una exit strategy. Che si va delinando su una candidatura di Fabio Giambrone o di Rita Borsellino.

Due le opzioni sul tavolo. La prima, che col passare delle ore perde sempre più consistenza, è quella di tirare dritto, malgrado il problema legato al ritardo nel trasferimento della residenza da parte di Claudio Fava. Uno scivolone clamoroso quello del candidato di Sel, che ieri a caldo ha parlato di “cavillo” tirando in ballo teoremi complottistici: una reazione dettata dall’agitazione del momento, senz’altro, che però non ha finito di convincere. Dura lex sed lex, sussurra qualcuno anche dalla sua stessa coalizione, tanto più per chi si candida a governare una regione nel nome della legalità. Fava ha spostato la residenza in Sicilia (a Isnello) il 18 settembre, avrebbe dovuto farlo entro il 13. I legali stanno studiando le leggi per trovare dei varchi che permettano di superare il problema, ma la strada appare strettissima. E se la coalizione sceglierà di forzare la mano, candidando comunque Fava, assumerà un rischio enorme. Infatti, se il candidato alla fine dovesse essere escluso, trascinerebbe con sé tutte le liste a lui collegate. Sarebbe una caporetto che i partiti, a quanto sembra, non hanno alcuna intenzione di correre.

E pare – sempre secondo Livesicilia – che i primi a spingere per passare al piano B che comporta lo spostamento su un candidato last minute, siano gli orlandiani di Italia dei Valori. Che potrebbero a quel punto esprimere il nuovo candidato, ossia il senatore Fabio Giambrone, magari con Fava vicepresidente. Il vice, infatti, è un assessore che non necessariamente deve essere un deputato eletto. Una soluzione che potrebbe stare stretta agli altri partiti della coalizione (Sel, Verdi e comunisti) che hanno presentato un simbolo in cui il nome Fava campeggia a caratteri cubitali, ma che salvaguarderebbe le liste e metterebbe tutti al riparo dallo tsunami.

Anche Rita Borsellino potrebbe, comunque, rappresentare un’alternativa. Le sue quotazioni si sono impennate in tarda mattinata quando è circolato il rumour della candidatura di una “famosa donna di sinistra”. La proposta sarebbe arrivata all’eurodeputata del Pd, che aveva sostenuto al candidatura di Fava. Ma non si hanno notizie di un riscontro positivo da parte della sorella del magistrato ucciso dalla mafia. Potrebbe essere un’altra la “donna di sinistra” su cui la coalizione punterà.

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