Una consigliera di 26 anni capogruppo del Pdl nella Regione Lazio: giovane e spigliata, già nel mirino del web per i suoi primi passi politici. E lei: “mi state già facendo le pulci? Bene. Non ho nulla da nascondere”

Chiara Colosimo

Nulla a che vedere con Nicole Minetti, le olgettine e il bunga bunga. Euupre la sua storia sta già facendo il giro del Web e spopola anche sui giornali. Parliamo di Chiara Colosimo, la ragazza romana di 26 anni, diventata capogruppo del PdL alla Regione Lazio, dopo la bufera del caso Fiorito. Spigliata, tosta, determinata.

La Colosimo fa già discutere perchè è stata intervistata nel 2010 davanti a un murales con l’immagine di Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di ferro romena e noto sostenitore del nazifascismo. Il servizio, che ha scatenato le critiche della Comunità ebraica romana, è stato registrato con le telecamere di Mtv, durante la campagna elettorale per le amministrative, nella storica sezione dell’Msi alla Garbatella, in via Guendalina Borghese, uffici oggi targati Pdl.

«Non ho visto quelle immagini – precisa Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma -. La Colosimo non ha mai avuto atteggiamenti ostili verso di noi, ma su Codreanu non ci sono dubbi: i movimenti a lui ispirati, che stanno prendendo piede in Romania, Ungheria e Grecia rappresentano un serio pericolo per la libertà e l’Europa». E l’architetto Luca Zevi sottolinea: «Sono molto preoccupato perché la cultura che esprime Codreanu non deve essere sottovalutata».

Chiara Colosimo replica: «Mi state facendo le pulci, eh? Ma io non ho alcuna difficoltà a condannare, ‘senza se e senza ma’ il nazismo e il fascismo. E Codreanu so che in quel disegno veniva esaltato per un suo libro che parlava della sua visione del Cristianesimo».

Replica Pacifici: «Codreanu era un fanatico cattolico che propagandava una visione del Cristianesimo preconciliare che prevedeva una sudditanza anacronistica verso la religione ebraica…». Nel 2006, però, Chiara Colosimo, da studente del Convitto nazionale, è andata ad Auschwitz «perché il mio tema sulla Shoah è stato premiato tra i migliori di Roma: quel viaggio mi ha cambiato la vita. Lì ho capito fino a che punto può arrivare la follia umana – aggiunge la Colosimo -. Mi dicono che sono un po’ ingenua: preferisco essere ingenua piuttosto che squalo».

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