L’allenatore è coinvolto in un incidente stradale che costò la vita a due ragazze bergamasche di 23 anni. Processo il 9 ottobre: dopo Conte, la Juventus ora rischia di perdere anche il suo sostituto in panchina

Massimo Carrera

Massimo Carrera a processo per duplice omicidio colposo. Sarà presa, infatti, il 9 ottobre una decisione sulla vicenda giudiziaria che riguarda l’allenatore della Juventus, coinvolto nella notte di Capodanno del 2011 in un incidente stradale sull’autostrada A4 che costò la vita a due ragazze bergamasche di 23 anni.

Dopo la squalifica ad Antonio Conte, la Juventus potrebbe perdere anche il sostituto in panchina ma, soprattutto, Carrera rischia una condanna per duplice omicidio colposo.  

Alle 3,30 del primo gennaio Chiara Varani di Monasterolo del Castello e Patrizia Paninforni di San Giovanni Bianco si trovavano con una loro amica su una Ford Ka che dopo un tamponamento a catena con altre due vetture si era fermata sulla quarta corsia. Mentre gli occupanti delle tre auto avevano cominciato a uscire dai mezzi, era arrivata la Mercedes Classe R condotta da Carrera, che aveva travolto la Ka. La prima ragazza era morta sul colpo, mentre la seconda era deceduta in ospedale.

Sulla notte di San Silvestro, comunque, un fatto è stato accertato: Carrera non guidava ubriaco la Mercedes Classe R coinvolta nello schianto sull’A4, tra Dalmine e Bergamo, in cui hanno perso la vita due studentesse. Il tasso alcolico nel sangue prelevato subito dopo l’incidente al tecnico della Juve è risultato nei limiti: e cioè, inferiore agli 0,5 grammi per litro. «Sono in regola – afferma l’ex calciatore -, altrimenti quella sera non mi sarei mai messo al volante. Io e mia moglie stavamo riportando a casa mia figlia e tre sue amiche. Non c’ero solo io sull’auto, dovevo rispondere di altre persone. Non sono un irresponsabile: per questo al cenone avevo bevuto solo il giusto».

Carrera resta indagato per duplice omicidio colposo e lesioni gravi, ma scongiura la guida in stato di ebbrezza che avrebbe contribuito ad aggravare la sua posizione. Nel frattempo, all’ex nerazzurro è già stata restituita la patente. «Me l’ha ridata la polizia il 5 gennaio scorso – racconta Carrera -. Io non ho presentato alcuna istanza di dissequestro; con quello che è successo la patente era l’ultimo dei miei pensieri. Se non me l’avessero restituita, non c’era alcun problema: avrei ingaggiato un autista».

Com’è mettersi in auto dopo quella tragedia? «È difficile – confessa Carrera -. Cerco di non guidare la sera, perché col buio mi viene sempre in mente quel flash. Sono ancora scosso. Sarà dura tornare alla normalità, ma tento di farlo perché la vita continua».

Il 9 ottobre, dunque, Carrera giocherà la partita più difficile della sua vita, perchè proprio adesso che si è preso la panchina della Juventus rischia di perderla, e con essa – ben oltre lo sport – potrebbe essere privato della cosa più preziosa che ci possa essere per un uomo: la libertà.

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