Il racconto è la narrazione di un evento, il romanzo riesce a comunicare una visione del mondo. Ho pensato che possono quindi esistere dei romanzi brevi, anzi brevissimi capaci di comunicare una diversa visione del mondo e della vita. Dei romanzi che, in forma di gioco, ho chiamato Romanzi Bonsai

Silvano Agosti, Traghetto verso l'armonia
Silvano Agosti, Traghetto verso l’armonia

A volte perdere un treno o non trovare una cabina disponibile sul traghetto può offrire eventi nuovi, impensabili e perfino sconcertanti, come quello avvenuto sul traghetto Olbia-Civitavecchia, alcuni giorni or sono.
In un ampio spazio, occupato da alcune centinaia di posti a sedere, mi appresto a trascorrere le interminabili sei ore di traversata.
Come sempre decido di esaminare attentamente uno a uno gli esseri umani che mi circondano, coppie che non si sopportano più, genitori che portano sul volto la fatica di essere genitori, adolescenti inquieti, costretti all’ennesima vacanza “con la famiglia”.
Molti cercano di dormire, altri leggono riviste traboccanti di immagini pubblicitarie, quasi tutte a base di donne sufficientemente discinte per attirare l’attenzione del lettore.
Un uomo sulla cinquantina fuma di nascosto nascondendo la sigaretta in tasca e chinandosi di tanto in tanto per conquistare altre boccate clandestine.
In questo contesto all’improvviso drammaticamente esplode la crisi di una moglie che, davanti a due figli adolescenti, accusa il marito di tradimento. I presenti non possono evitare di ascoltare o non vedere quella povera donna che, grida senza pudore, esprimendo disprezzo e dolore nei confronti del marito. Man mano che lo spettacolo si svolge si riesce a capire che si tratta di una storia che ha come protagonisti il marito e la proprietaria della pensione presso la quale la famigliola ha trascorso e improvvisamente interrotto le vacanze.
La figlia guarda nel vuoto e piange, il ragazzino si è infilato le cuffie del suo piccolo stereo e diventa sempre più rosso.
La donna, con forte accento romano, accusa i figli di non intervenire in sua difesa e si vanta di essere sincera e di non nascondere la verità.
Il marito-padre rimane muto.
Tra silenzi abissali e parole dette col pianto in gola la faccenda è durata al di là di ogni limite. D’improvviso un anziano dal volto roseo, con una barbetta candida da filosofo, ha approfittato di una pausa per inserirsi nella situazione.
“Cara signora, qualsiasi sia il motivo del suo rancore, io provo una pena indicibile per quei due ragazzi. Cosa ne sarà della loro visione di noi adulti? del futuro? Per non dire della famiglia …”
Allora è accaduto quel genere di miracolo che solo le casualità della vita possono offrire.
La donna, l’uomo, la figlia e il fratellino si sono messi prima a sorridere, poi a ridere sommessamente e infine a compiere la più armonica ed esaltante risata che abbia mai udito in vita mia scambiandosi nel frattempo baci e carezze.
Fra lo stupore dei presenti l’uomo ha spiegato.
“Scusate signori, siamo una famiglia di attori. Il testo che vi abbiamo recitato è quello che abbiamo scritto per la nostra tournè in Sardegna. In realtà non abbiamo mai vissuto alcuno dei conflitti di cui la mia compagna mi ha accusato. Infatti, ben sapendo che la convivenza produce disastri a volte insanabili, da quando abbiamo deciso di condividere la vita abitiamo in due diverse case e i figli sono cresciuti in un clima di armonia. Inoltre la gelosia è caratteristica del possesso e non dell’amore e noi ci amiamo, come è solo possibile amarsi veramente e cioè ci amiamo nella libertà.”
Queste poche parole avrebbero potuto irritare i presenti, caduti, come me, in quella sorta di imboscata emotiva provando sdegno e compassione reali per una famiglia immaginaria.
Invece, sulle note di una fisarmonica che nel frattempo aveva preso a suonare, mentre molti si liberavano in un forte applauso e altri tentavano di ballare, tutti, nessuno escluso, dialogavano commentando vivacemente sul traghetto l’accaduto e parevano conoscersi da sempre.

© Riproduzione Riservata

Commenti