L’Usp di Firenze attua un “singolare” taglio della spesa: nomina i docenti a tempo determinato con un mese di ritardo e poi gli decurta lo stipendio…

la protesta degli insegnanti italiani

In quest’ultimo mese spesso abbiamo sentito parlare di scuola. E sempre se ne è parlato in termini demagogici finalizzati più a fare notizia, ma mai a far conoscere davvero e in profondità e gravità i problemi della scuola italiana.

In questi anni infatti, per un eccesso dovuto ai media è prevalsa un’analisi del problema tesa a criminalizzare il personale della scuola, che è stato accusato di tutto. I docenti ma anche il personale ATA sono stati accusati di ogni genere di nefandezza (ad incominciare dal fatto che lavorano meno ore degli altri e come se la qualità del lavoro si potesse misurare secondo criteri quantitativi!). A fare notizia sono stati solo fatti di cronaca, di per sè inevitabili, ma mai i problemi e gli abusi che la classe docente e lo stesso personale ATA anno dopo anno subisce.

Nulla viene è stato detto dai media sui lunghi anni di precariato che toccano ad un docente per entrare di ruolo e delle continue vessazioni a cui si trova esposto da dirigenti spesso dispotici e interessati a salvaguardare le loro posizioni di potere e poco a far rispettare la legge.

E così sono cadute nel silenzio, con la complicità dei sindacati, anche i ritardi che ci sono stati quest’anno nella provicia di Firenze nella nomina dei docenti a tempo determinato e del personale di ruolo che doveva essere nominato entro il 31 agosto.

Chi purtroppo non si trova a vivere nel mondo scuola poco sa delle infinite vicissitudini a cui spesso i lavoratori sono sottoposti. Oggi l’attenzione è focalizzata solo sugli studenti e sulla tutela dei loro diritti, che sicuramente è giusta, e ci si dimentica della questione dei docenti che in quanto lavoratori vanno tutelati e non mortificati con leggi e soprusi assurdi.

Ed il silenzio su ciò che è accaduto a Firenze la dice molto lunga. Entro il 31 agosto l’Ufficio scolastico di Firenze avrebbe dovuto nominare i docenti aventi diritto all’incarico annuale (due sono le tipologie di contratti quelli fino al 30 giugno e quelli fino al 31 agosto).

L’anno scorso l’Ufficio in questione ha fatto le nomine con 10 giorni di ritardo; ma quest’anno il ritardo addirittura è di ben 26 giorni. Le nomine infatti del personale a tempo determinato in barba ai regolamenti ed alla legge cominceranno solo da domani 26 settembre.

È paradossale che il ministro che è così zelante nel voler rendere migliore la scuola italiana non intervenga per impedire che gli uffici scolastici provinciali perpetrino dei veri e propri abusi. Si tende a scaricare la responsabilità sui docenti, che invece fanno con serietà e zelo il loro lavoro, e poco si dice che i tanti uffici preposti al funzionamento della scuola fanno poco e nulla. I dirigenti di questi uffici ricevono retribuzioni tali per cui almeno dovrebbero garantire la serietà e la precisione nello svolgimento delle operazioni e spesso sono solo causa di danni e disservizi.

I docenti che sono infatti iscritti in graduatoria nella provincia di Firenze quest’anno hanno subito una piccola spending review. Si sono visti decurtare per via del ritardo delle operazioni 1.370 euro di stipendio. Molti di loro vengono dal sud. Hanno affittato come ogni anno la casa a fine agosto pensando di entrare in servizio subito. Si sono ritrovati senza disoccupazione e con altre spese da pagare.

Ciò ovviamente non ha avuto solo delle ricadute sulle tasce, già tra l’altro abbastanza vuote dei docenti!, ma anche sul funzionamento delle scuole. Molte sono ancora senza docenti e soprattutto dopo le nomine molti di loro che hanno già preso servizio cambieranno sicuramente scuola e ciò produrrà notevoli danni alla didattica. Insomma è evidente che il ministro ed il Dirigente dell’Usp di Firenze si impegnino molto per garantire la qualità della didattica ed il funzionamento delle scuole!

In conclusione, i telegiornali che spesso raccontano di docenti fannulloni, dovrebbero invece smetterla di diffondere notizie che rappresentano dei casi eccezionali, e dovrebbero raccontare la storia di professionisti precari che subiscono abusi di ogni genere.

Ed il ministro invece di inventarsi un inutile concorso, che produce altri sprechi di soldi, risolva il problema del precariato e soprattutto sanzioni i dirigenti degli USP che ricevono stipendi d’oro per causare solo disagi e malfunzionamenti.

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