I Gruppi di Acquisto Solidali sono una realtà visibile ed ormai sperimentata per cambiare le nostre abitudini alimentari a vantaggio di cibi sani, a costi molto minori. Oggi in Italia esistono oltre 600 GAS: si può aderire così

i Gruppi di Acquisto Solidale

Il cuore della traversata che ci sta davanti è probabilmente il passaggio da una civiltà del “di più” ad una del “può bastare” o del “forse è già troppo” (Alexander Langer)

1994 Italia, Fidenza, Reggio Emilia, parte una felice iniziativa destinata a crescere poi negli anni, con alla base una riflessione sulla necessità di un profondo cambiamento  del nostro stile di vita sul consumo critico. Si inizia a chiedere eticità nel mercato e cerca di indirizzarlo verso un’economia che metta al centro le persone e le relazioni. In questo stesso periodo si diffonde in Italia l’operazione “Bilanci di Giustizia” lanciata a fine ’93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l’incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.

Le famiglie  si ritrovano in gruppo e affrontano temi  di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività.

Due anni dopo viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la “Guida al Consumo Critico“, con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi, utili per guidare la scelta del consumatore; l’ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e spinge verso la ricerca di alternative. Nascono così nel 1997 i primi Gruppi di Acquisto SolidaliGAS, con l’obbiettivo di collegare tra loro diversi gruppi e scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori e per promuovere l’idea.

I GAS nascono e si moltiplicano ognuno con proprie  motivazioni con alla base la ricerca di una alternativa, praticabile da subito, al modello di consumo e di economia globale sempre più imperante ed aggressiva. Così il gruppo, forte del contributo di tutti, diventa  un sostegno indispensabile nella ricerca di soluzioni ed informazioni e aiuto. Si  scambiano esperienze ed appoggio, si verificano le proprie scelte e si individuano risposte “intelligenti” e non banali alle proprie necessità.

Ogni gruppo si organizza in modo autonomo nelle sue scelte secondo modalità differenti. Insieme  si occupano di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli e quant’altro il gruppo decida di fare!

Si mettono in gioco i propri “volti” e le proprie storie. Il GAS così è caratterizzato anche con tre aggettivi: piccolo, locale e solidale. Piccolo per permettere un’organizzazione semplice e favorire la relazione tra i soci, locale perché  interessati e responsabili del territorio nel quale si vive e solidale tra i soci, con i produttori e con l’ambiente, utilizzando il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Le riunioni e il ritiro della spesa sono un’occasione di incontro e condivisione, e spesso sono accompagnate da una torta e un bicchiere di vino. Partecipare ad un GAS può essere inoltre formativo: alcuni gruppi, infatti, attribuiscono molta importanza agli aspetti culturali e conoscitivi ed organizzano incontri sul consumo critico, sull’autoproduzione di alcuni prodotti (detersivi, pane, ecc.), sui rapporti nord-sud del mondo e tanto ancora.

I GAS negli anni sono diventati una realtà visibile e ben sperimentata. Oggi in Italia sono censiti più di 600 GAS. Molti di essi si coordinano per acquisti e iniziative comuni e ogni anno viene indetto un incontro nazionale in cui si verificano pratiche, si scambiano soluzioni, si individuano obiettivi ecc.

I Gruppi si concentrano  sul tema dell’alimentazione ma non solo, con particolare attenzione e preferenza all’utilizzo di prodotti biologici acquistandoli a  prezzi accessibili,  stabilendo patti fiduciari tra consumatori e produttori (soprattutto locali), alimentato dal comune interesse e definito da parametri condivisi (ad esempio le 3 P di Prodotto, Processo, Progetto). Ciò che ne consegue è un aumento del livello di soddisfazione per ambedue le parti. La merce termina di essere solo prodotto e diventa anche strumento di relazione tra soggetti, oltre ai ruoli di produttori e consumatori.

I GAS sottolineo non sono un sistema di vendita ma gruppi di consumatori che si organizzano per acquistare insieme e sono nati partendo dall’esperienza del Commercio Equo Solidale, sistema di distribuzione commerciale organizzato per far arrivare nelle nostre case prodotti provenienti da Paesi lontani nel rispetto dei diritti dei lavoratori che li hanno realizzati, una forma di economia che si fonda su tre pilastri: solidale, popolare e sostenibile.

In Argentina il sistema è stato applicato utilizzando la moneta sociale per scambiare beni e servizi anche tra chi non possiede dollari o pesos.

In Brasile la rete di economia solidale unisce da nord a sud cellule di consumo locale e cellule di produzione, con tanto di software per gestire domanda e offerta e carte di credito su un conto di reciprocità.

In Senegal crescono e si rinnovano le reti di economia informale.

Reti solidali di vendita tramite internet attraversano il confine tra il Messico e gli Stati Uniti.

In Francia c’è qualcosa che assomiglia ai Gruppi di acquisto solidale e in alcune città  si sperimentano progetti per far arrivare l’agricoltura contadina a prezzi accessibili nei quartieri popolari e creare posti di lavoro e mille altre ancora esperienze si stanno costruendo in ogni angolo del mondo.

Si può consultare l’archivio dei GAS sul sito della rete GAS dove eseguendo una ricerca per provincia si possono  trovare quelli geograficamente più vicini.

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