Incendi di rifiuti non urbani sono l’ultimo anello di un sistema “industriale” perverso, che stranamente le strutture dello Stato addette al compito di tutela del territorio e della salute dei cittadini non “vedono”

rogo di rifiuti

Nel corso del convegno del 23 settembre scorso a Caivano sul problema dei roghi di rifiuti essenzialmente industriali che rappresentano uno dei sistemi di smaltimento illegali di circa quattro milioni di tonnellate di rifiutl non urbani, vi è stato un costruttivo dialogo.

Ho partecipato domenica sera al convegno organizzato da Don Maurizio Patriciello, parroco della periferia di Caivano. Vi è stata una grande partecipazione di cittadini, qualche acceso ma necessario intervento che ha fatto chiarezza con inviti a mass media e responsabili istituzionali ad essere cercatori di verità circa la filiera perversa dei roghi e non solo narratori di fatti; non solo organizzatori di “ospedali da campo” (mentre la guerra unilaterale contro l’ambiente e la salute continua) ma efficaci e terribili persecutori dei delinquenti che avvelenano l’ambiente e le risorse.

Gli stroncatori della filiera saranno sempre ben accolti; coloro che finora in qualche modo e ai vari livelli istituzionali hanno retto il sacco favorendo illeciti guadagni a scapito della salute dei cittadini non possono candidarsi credibilmente come salvatori della patria! La sinergia con la Diocesi di Aversa è eccezionale e foriera di un adeguato rafforzamento della spinta dal basso a stroncare gli avvelenatori.

I cittadini saranno disponibili ad appoggiare credibili e concreti difensori del territorio, delle risorse naturali e della salute. I roghi di rifiuti non urbani rappresentano l’ultimo anello di un sistema “industriale” perverso, che stranamente le strutture poliziesche addette alla tutela del territorio e della salute dei cittadini non “vedono” come metodo criminale organizzato da anni per risparmiare sullo smaltimento dei rifiuti non urbani. Non sono fatti isolati ma fanno parte di una micidiale filiera organizzata da chi guadagna smaltendo illegalmente i rifiuti non urbani avvelenando suolo, acqua ed aria, togliendo la salute ai cittadini di oggi e di domani. Come fanno i rappresentanti delle istituzioni civili e militari a non capire una cosa così semplice. Ingenuità, distrazione, inadeguatezza culturale e professionale! Sveglia! I cittadini da anni denunciano questa criminale filiera e invece di essere premiati sono “visti”, da molti personaggi eletti coi loro voti per difendere il territorio, la salute e le risorse naturali di importanza strategica, come “nemici”.

Nemici di chi? Non degli altri cittadini che li hanno votati eleggendoli a loro rappresentanti nelle varie sedi istituzionali! Forse, meglio, nemici dei lobbisti che speculano e guadagnano avvelenando il territorio con i roghi? Per anni i cittadini sono stati ignorati! Ora i roghi non visti dai rappresentanti eletti dai cittadini in Campania ed in Europa, sono diventati un “caso” e i distratti europarlamentari si vedono scoppiare la “bomba” sotto i piedi! Costretti dall’evidenza della tragedia ora correranno per cercare di capire, o fare finta di capire perchè già lo sapevano, quello di cui si sarebbero dovuti occupare già da anni. Invece di fare i distratti, già da alcuni anni, per non disturbare gli alieni parassiti pronti a fare accendere i fuochi sotto ai cumuli di rifiuti non urbani, mai sono venuti dai loro elettori per aiutarli ad essere incisivi a livello locale, nazionale ed europeo nel richiamare l’attenzione delle istituzioni. Per obbligare i rappresentanti delle istituzioni pubbliche civili e militari che devono stroncare la filiera dell’economia dei roghi con i mezzi idonei! Mezzi che ci sono! Basta volerlo e mettersi a servire tutti i cittadini per vivere meglio.

E’ ora di finirla con gli atteggiamenti mercenari che inducono a servire non i cittadini che hanno eletti i loro rappresentanti ma il perverso sistema criminogeno che alimenta i roghi, che forse invece dei voti fornisce altri privilegi! Non servono le passerelle. Bisogna tenere presente, pragmaticamente, che l’accesso ai poteri istituzionali può avvenire solo se si è eletti con i voti dei cittadini. Nella fase delle elezioni i cittadini sono indispensabili: devono votare! Devono essere “curati”; dopo…possono essere gettati via! I difensori dei cittadini del territorio e dell’ambiente, forse, non hanno idee? Da anni i cittadini, docenti e tecnici vicini ai cittadini offrono suggerimenti! I rappresentanti delle istituzioni le idee ce le hanno ma non le possono attuare? Chi e che cosa lo impedisce loro si può agevolmente comprendere! Occorre una pulizia? Ci sarà! Certamente la pulizia radicale non la potrà farle chi finora ha tollerato e/o facilitato l’economia criminale dei roghi. I frutti perversi dei roghi ricadono su di tutti, senza distinzioni, come una livella spietata!

L’inquinamento non fa distinzione tra il buon padre di famiglia, il virtuoso e il criminale, il servo, il mercenario e l’aspirante mercenario: fa male, uccide e basta! Indistintamente tutti. Anche i parassiti e i loro spalleggiatori.

Ecco la lettera di Maurizio Patriciello, parroco della periferia di Caivano, che a sua volta ha allegato la lettera che il Vescovo di Aversa ha inviato al Presidente del Parlamento Europeo. Dice don Maurizio “Vi chiedo di leggere e di condividere la lettera del nostro vescovo, Angelo Spinillo, al Presidente del Parlamento Europeo. Diamo voce alla speranza. Padre Maurizio Patriciello”.

Così scrive il Vescovo di Aversa:
“DIOCESI di AVERSA, ITALIA
European Parliament, Mr. Martin SHULZ, President of European parliament
Rue Wiertz, B – 1047 BRUSSELS
OGGETTO: PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO PER IL CONTASTO DELLO SMALTIMENTO ILLECITO DEI RIFIUTI TOSSICI INDUSTRIALI INTERRATI O DATI ALLE FIAMME NELLE PROVINCE DI NAPOLI E CASERTA.

“La Diocesi di Aversa conta circa seicentomila abitanti distribuiti tra le province di Napoli e Caserta. E’ un territorio ed una parte del meridione d’Italia con elevata densità di popolazione.

A nome di questa popolazione, dei sacerdoti che curano le comunità parrocchiali distribuite sul territorio diocesano e dei fedeli delle altre diocesi vicine e confinanti, Le scrivo per sottoporre all’attenzione del Parlamento Europeo un gravissimo problema che sta assumendo le dimensioni di un vero disastro ambientale e umanitario. Mi riferisco all’angosciante dramma della presenza di rifiuti tossici industriali abbandonati in spazi destinati alla vita pubblica o al lavoro agricolo, che vengono poi bruciati e interrati nelle nostre campagne come nelle periferie delle città.

Altissimi roghi di tonnellate di pneumatici, pellami e stracci intrisi di sostanze liquide mortalmente tossici, bruciano di giorno e di notte rendendo l’aria tossica e irrespirabile. La campagna geme. La gente scappa via o si rintana in casa per non inalare il veleno sprigionato. Il popolo è allo stremo. Sfiduciato, stanco, depresso.

Sono aumentate a dismisura malattie come il diabete, infertilità maschile e, soprattutto, vari tipi di tumore. In questa striscia di terra – con una popolazione tra le più giovani di Italia – si muore più che altrove.

La camorra, questa triste realtà con la quale siamo costretti a convivere da sempre, permette e sostiene questo scempio per i suoi interessi economici. In questo modo, infatti, vengono smaltiti illegalmente, e a poco prezzo, i rifiuti industriali di tante aziende del Nord e del Sud Italia.

Le amministrazioni locali da anni non riescono – e lo confessano pubblicamente – a risolvere questo dramma assurdo e dolorosissimo per mancanza di fondi, di personale, di mezzi.

Il problema non riguarda, purtroppo, solamente noi. A ridosso di questi roghi infernali, infatti, nei campi gli agricoltori coltivano ortaggi, verdure e frutta che finiscono sulle tavole dei consumatori ignari e indifesi.

Facendomi voce di chi soffre vengo a chiederle di interessare il Parlamento Europeo per dare una svolta a questa trappola dalla quale, da anni, non sappiamo liberarci.
Gli interessi sono tanti. C’è, purtroppo, gente collusa e corrotta, o, forse, solamente timorosa e pigra.

Noi vogliamo che la nostra gente possa vivere in serenità e godere degli stessi diritti degli altri cittadini europei. Attendo fiducioso un riscontro a questa lettera accompagnata anche da centinaia di firme dei cittadini”.

Aversa 20 settembre 2012, Mons. Angelo Spinillo

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