Il leader di Italia futura attacca: “premier mi ha deluso sulle liberalizzazioni . E nei trasporti servono authority”

Luca Cordero di Montezemolo

“Mi aspettavo una piu’ incisiva azione sulle liberalizzazioni”. Cosi’ il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, esprime il suo stupore di fronte all’azione del governo in tema di liberalizzazioni.

”Sono abbastanza stupito che un governo con un presidente del Consiglio che ha fatto con grande coerenza e determinazione in Europa e non solo delle liberalizzazioni per maggior concorrenza un credo di tutta la sua vita – ha argomentato Montezemolo a margine di un convegno promosso a Milano dall’Istituto Bruno Leoni – non sia riuscito con questo governo ad affrontare questo tema fondamentale, in particolare nel campo dei trasporti”.

Nel mirino di Montezemolo, che e’ anche presidente di Ntv, c’e’ soprattutto la mancata istituzione di un’authority sui trasporti: ”Era stata annunciata in pompa magna, ma oggi non c’e’ e credo sia ineludibile parlare almeno di differenziazione di management tra rete e servizi, perche’ se chi fa l’allenatore fa anche l’arbitro, non va bene”.

Proprio come Ntv, ha insistito ancora Montezemolo, “lamentiamo la mancanza di un’authority che sia un arbitro vero”. Insomma, ”ci vuole un’authority ma un’authority non c’è”.

Intanto Monti si dice ottimista sull’uscita dell’Italia dalla crisi economica e rivendica il fatto che il Paese non sia più nella lista di quello che mettono a rischio la stabilità dell’eurozona. “Il 2013 sarà un anno di crescita economica ma le parti sociali devono essere “coraggiose” e le imprese capire che è necessario aumentare “competitività e produttività”.

“Certo – continua Monti – vanno create le condizioni per la ripresa e per il rilancio di settori importanti tra cui quello dell’auto. Reduce dall’incontro di due giorni fa con i vertici del Lingotto sgombra il campo da ogni equivoco: loro non hanno chiesto aiuti economici al governo, se anche fosse l’esecutivo non li avrebbe concessi”.

“Bisogna invece andare avanti con le riforme. Non è vero, però, che chi fa riforme strutturali poi perde le elezioni come ha teorizzato il presidente dell’Eurogruppo Juncker”, si premura di dire Monti, che ci tiene a sottolineare: “il popolo italiano non è ostile verso il governo”. Il viatico per un Monti-bis? Per l’ennesima volta il Professore si schermisce: “Non abbiamo come prospettiva quella elettorale”.

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