Cosa sarebbe per noi la vita senza emozioni? Ma ci siamo mai chiesti cosa accade invece negli animali?

anche i cani al pc

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo… Una vita senza gioia, felicità, amore, paura, stress cosa sarebbe ? Potrebbe essere paragonata a un lungo viaggio in una galleria grigia, fatto di giorni tutti uguali e bui. Ma ci siamo mai chiesti cosa succede agli animali? Provano emozioni?

Nonostante le emozioni costituiscano un ambito di ricerca ampio e fertile per gli etologi, i fisiologi e naturalmente per gli psicologi, questi stati motivazionali, ovvero queste essenziali disposizioni d’umore rappresentano un campo di studio particolarmente proibitivo in ambito animale. Infatti, risulta impossibile interrogare direttamente gli animali sui loro sentimenti . Tralasciando gli innumerevoli esempi, aneddoti, vi sono tuttavia numerose evidenze che suggeriscono l’esistenza di una vita emozionale negli animali.Questi studi fatti da luminari importanti nel mondo della scienza hanno dimostrato:

Semplicità anatomiche: il complesso limbico animale e umano comprendono numerose strutture sottocorticali coinvolte nei processi emozionali, motivazionali e nel suo profitto dei ricordi e grazie ai recenti progressi nella revisione della neuroanatomia con studi approfonditi è possibile riconoscere delle aree analoghe anche nel cervello degli uccelli. Inoltre, alcuni recettori specifici per il dolore, i nocicettori, sono universalmente distribuiti nel regno animale e anche i pesci li possiedono.

Risalto neuro-endocrino: espressione di un’emozione è collegata all’interno del cervello. Ad esempio, la felicità e lo stress mettono in azione la secrezione di neurotrasmettitori e neuro-ormoni diversi e questo fenomeno avviene in maniera simile sia nell’uomo sia negli animali.

Risalto funzionale: sembra che i cervelli animali non condividano con il cervello umano solamente le stesse strutture anatomiche, ma “funzionino” anche in maniera similare.Questa similitudine non vale per specie animali appartenenti ad altre classi e ad esempio le aree cerebrali attivate dal dolore negli uccelli sembrano differire da quelle dei mammiferi, anche se le conoscenze a tal proposito sono ancora frammentarie .

Risalto comportamentale: “l’essere umano è fortemente attratto dalle caratteristiche emozionali degli animali con i quali condivide la sua vita; i proprietari di cani e gatti sono assolutamente convinti che i loro prediletti provino emozioni simili a quelle dell’uomo e qualsiasi manuale sulle razze di cani e gatti riporta specificatamente per ogni singola razza almeno un paio di caratteristiche emozionali della specie ”.Esempio:”Il labrador è un cane gentile, leale, tranquillo e intelligente, mentre il gatto persiano ha un carattere docile e pacifico, molto affettuoso e particolarmente adatto alla compagnia”. Questo approccio emozionale viene spesso tracciato in ambito scientifico di antropomorfismo. Tuttavia, le cose stanno cambiando grazie a numerose ricerche effettuate sia in laboratorio sia sul campo e si é visto che molti animali manifestano una profonda prostrazione in seguito alla perdita di un amico o di un partner . La “depressione da abbandono” è un fenomeno ben noto in ambito canino e felino. Chi lavora in un canile o in un gattile sa quanto sia difficile dare in affidamento degli animali adulti con alle spalle un passato travagliato rispetto ad animali giovani che non sono mai stati maltrattati. Secondo alcuni ricercatori, gli animali soffrono di disturbi post-traumatici da stress, manifestando la stessa sintomatologia dell’uomo .da una citazione di Goodall, 1991-1999

Quindi tutti i sistemi emozionali fondamentali fondano un’eredità nella storia dell’evoluzione animale comune. Infatti, le emozioni suscitano dei comportamenti osservabili che rivelano in quale o quali stati d’animo fondamentali si trovino gli animali e rappresentano una base motivazionale importante del comportamento stesso.

E questo durante un qualsiasi trattamento osteopatico eseguito sul sistema nervoso neurovegetativo può andare a ricreare un effetto positivo su tutto l’aspetto psico-emozionale del paziente. Capita che durante un trattamento le emozioni possono scatenare pianti improvvisi,risate,cani che ululano..

I pensieri, in fondo, sono fenomeni curiosi, ancora inspiegabili,in cui l’io sia animale che uomo riesce a “visualizzare” mentalmente i processi di cospirazione dei dati mentre sono in corso nel cervello quasi come un grande computer. Chissà cosa accade quando sentiamo un profumo e ricordiamo l’infanzia,ecco perché alcuni comportamenti degli animali (e parlo specialmente dei i cani in quanto sono la mia passione e specializzazione osteopatica) quando si trovano in determinate situazioni compiono determinate azioni.

Esempio: il mio cane ”Pierino” patisce i temporali con tuoni e lampi ,e al suo esplodere i suoi ricordi lo riportano direttamente a quando era un cucciolo ed è stato di abbandonato in un bosco con i suoi fratellini. Ecco perché gli stati ansiosi portano direttamente alla paura d’abbandono con la sindrome dell’angoscia e solitudine.

Questa sorta di “visualizzazione” dei processi del pensiero riconducono all’evento traumatico e il semplice rumore del temporale scatena il ricordo. Gli animali potrebbero così avere una forma, chiamiamola pure, di manipolazione cosciente, “tutta mentale”, dei dati, ma essenzialmente di tipo “emozionale”.

Il cervello animale non dispone, neppure nelle specie a più elevato sviluppo cognitivo, di strutture cerebrali/intellettive paragonabili a quelle umane e nemmeno di espressioni verbali altrettanto complicate, per cui anche il vocabolario di qualità corrispondente necessario a comporre dei veri pensieri consecutivi, e quindi non può che essere limitato rispetto al nostro. Tuttavia sarebbe sempre possibile, agli animali, una percezione qualitativa grossolana di dati e procedimenti acquisiti per esperienza e fissati in memoria in complessi, infatti ad esempio il cane ha in memoria circa 150 vocaboli umani che permetterebbero un tipo di pensiero appunto “emozionale” e in certo senso intuitivo.

Ecco perché il tuo amico più fedele ti sarà sempre fedele,ed anche dopo una quantità di tempo che va da 1 minuto ad anni, alla vista del proprio padrone(termine che non condivido) farà sempre le feste più inattese. Questo scala di pensiero permetterebbe agli animali di organizzare in qualche misura i loro atteggiamenti lucidamente, senza esserne, per così dire, veramente coscienti.

Per terminare cito alcuni passi di un fantastico libro che parla di emozioni scatenate dalla simbiosi tra cane e bambino: ”guardo’ la cagna sdraiarsi e i cuccioli che capitombolavano l’uno sull’altro per poppare.Riusciva appena a scorgere i suoi scuri occhi scintillanti..era materna con i suoi cuccioli:risoluta distaccata autoritaria..lui si chiese che sapore avesse il latte di cane e si avvicinò..Gli borbottò lo stomaco..il calore della cuccia e dei corpi che si agitavano salì a riscaldargli il viso ..Romocka si lasciò cadere a carponi e poi sulla pancia,strisciando verso la cagna,che gli ringhiò in modo continuo e basso finché lui si fermò..lei stava ringhiando dolcemente raggiunse il suo fianco e e tutto il calore dei cuccioli….quel ringhio era diretto a lui per dire bada a quello che fai.. si mise a leccare i cuccioli ..lui si allungò si mise più vicino ,affondò il naso freddo nel pelo e nella pelle appiccicosa della madre e poi il latte caldo fu il suo;gli scivolò abbondante e delizioso giù per la gola e nello stomaco indolenzito….”

Dal romanzo ” il bambino che parlava con i cani”di Eva Hornung.

Quindi l’animale vivrebbe i suoi pensieri intuitivamente, senza sapere con esattezza di che si tratta, ma sapendo esattamente che cosa fare..

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