Un’artista che esprime la sua passione per l’arte in tutte le sue forme artistiche e ha fatto di Napoli la sua “casa d’ispirazione”. Il disegno visto in una chiave originale

Elisabetta Pedata

Napoli nel Settecento era una delle maggiori capitali europee della cultura ed anche se oggi vive purtroppo per svariate ragioni una fase di profonda crisi socio-economica, continua ad essere una delle città che maggiormente esercita un’attrattiva e soprattutto è fucina di nuovi e giovani talenti.

Tanti giovani artisti, letterati, poeti narratori nascono da questa grande città e spesso non potendo riuscire ad affermarsi nel loro territorio di origine partono per altre terre.

Non è il caso di Elisabetta Pedata, che ha scelto di vivere a Napoli e nonostante le difficoltà ha deciso di continuare qui ad esercitare la sua passione per l’arte in tutte le sue forme.

Elisabetta Pedata è allo stesso tempo, moglie, madre, ma anche un’artista che spazia da generi a stili molto diversi che vanno dalla ceramica, alle decorazioni parietali, alla vignettistica, alle illustrazioni e a tante altre attività.

La sua attività di artista l’ha portata a confrontarsi negli anni con generi diversi ed a partecipare a mostre artistiche, collettive e personali, ad occuparsi di Feste e tradizioni Popolari e a fare la vignettista per giornali quali ad esempio “Lavoriinmovimento” o il mensile nazionale “Avvenire”.

E forse nel disegno la Pedata riesce ad esprime in toto la sua vocazione artistica. E’ lei stessa infatti a dichiarare che il disegno è stata sempre la sua passione, che ha sperimentato nelle sue più diverse e svariate tecniche che vanno dall’acquerello alla china ed al pastello.

Nel disegno la Pedata raggiunge davvero risultati molto interessanti. Riesce infatti a cogliere con straordinaria minuzia di particolari anche i dettagli minimi ed a dare anima, attraverso una lettura originale e personale, i soggetti che di volta in volta decide di rappresentare.

In uno sguardo, in un volto lei riesce a fissare emozioni e senzazioni e a dare così voce all’anima dei soggetti che decide di rappresentare. In questo è la sua grande capacità come artistista cioè nella volontà di indagare la forma umana e di fissarla in forme nitide ed allo stesso tempo di potente espressività

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