Scandalo dei fondi Pdl, la governatrice se ne va e accusa: “Consiglio indegno, cose raccapriccianti”

Renata Polverini

Renata Polverini si è dimessa da presidente della regione Lazio. Lo ha annunciato lei stessa durante una conferenza stampa.

“Comunico soltanto stasera – ha detto Polverini – ciò che avevo comunicato a Napolitano e Monti già ieri”, ossia le mie dimissioni “irrevocabili”. Durante il suo discorso, la ex governatrice ha sottolineato che in consiglio regionale “sono state fatte cose raccapriccianti” che finora ha sottaciuto ma che riferirà a partire da domani. Polverini ha anche affermato che “le ostriche viaggiavano” in regione “prima di me”; ha anche definito il consiglio regionale con l’aggettivo di “indegno”.

Dal canto suo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno aveva detto poco prima dell’annuncio ufficiale: “E’ la fiera dell’ipocrisia, che un presidente eletto dal popolo debba anche solo essere messa in discussione per dimettersi senza neanche un avviso di garanzia nei suoi confronti o simili. Mi sembra veramente una cosa grave, ipocrita e sbagliata”.

Luigi Zanda, vicepresidente del gruppo Pd al Senato, ha dichiarato: “Dopo le dimissioni dei consiglieri del Partito Democratico e di mezzo consiglio regionale, Renata Polverini non poteva prendere altra decisione che dimettersi da presidente”.

In precedenza, Angelino Alfano aveva chiesto a Polverini di non dimettersi, o almeno di non farlo prima che venisse votato il piano di tagli alla regione Lazio. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, invece, aveva chiesto alla governatrice di dimettersi e di restituire la parola ai cittadini del Lazio con le elezioni, superando gli iniziali dubbi dell’Udc.

Intanto, gli inquirenti hanno preso in esame i documenti del consiglio regionale del Pdl per accedere ai fondi. L’analisi è in parte simile a quella che stanno svolgendo i pubblici ministeri di Viterbo, che stanno verificando l’ipotizzata falsità di questi documenti contabili. A piazzale Clodio si sta studiando la normativa in materia fiscale. Lo studio e le verifiche continuano incessanti per capire se ci sono altri casi simili a quelli fatti emergere dalla magistratura a Viterbo.

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