Ora o mai più. La casta, se rieletta, si sentirebbe legittimata a corrompere ancora, appropriarsi di denaro pubblico, ottenere altri benefici a spese dei contribuenti, chiedere piú privilegi e a proteggersi

protesta contro la casta

Secondo i piú recenti sondaggi, alle prossime elezioni politiche, una buona parte degli italiani disillusi non andrebbe alle urne. Altri hanno dichiarato che, per protesta, voterebbero scheda bianca. Molti non saprebbero per chi votare, oppure voterebbero il Movimento 5 Stelle (M5S) del comico Bebbe Grillo come ulteriore forma di protesta.

Peró se lo scopo principale delle prossime elezioni fosse quello di liberare il Parlamento italiano dalla casta, senza se e senza ma, nessuna delle opzioni sopracitate andrebbe bene. Come vedremo in seguito, l’opzione M5S non sarebbe completamente da scartare, ma rimane un’alternativa, seppur ammirevole, non ideale.

Se ciascuna delle sopracitate prime due opzioni venisse applicata, il risultato sarebbe l’opposto di ció che si vorrebbe ottenere; cioé che solo pochi voti permetterebbero alla casta di continuare a fare il suo comodo e controllare la vita pubblica e privata di tutti i cittadini italiani.

Infatti, nell’ordinamento italiano non é previsto alcun quorum per le elezioni politiche, pertanto un’espressione ad esempio di appena 5.000 voti, su di un bacino di 45 milioni, potrebbe decidere l’elezione dei 945 parlamentari.

La casta, una volta rieletta, si sentirebbe legittimata a continuare corrompere, ad appropriarsi di denaro pubblico, ad ottenere benefici a spese dei contribuenti, a chiedere piú privilegi e a proteggersi fra loro.

In questi tempi cruciali per l’economia, per il lavoro, per la sicurezza, per l’istruzione, per i servizi pubblici ed addirittura per il diritto ad un’informazione libera, la cosa migliore sarebbe che tutti gli elettori eleggibili andassero a votare. Ma per chi? E come?

Ecco le domande alla quale bisognerebbe dare risposte chiare e per farlo é necessario imporci delle regole basilari. Per prima cosa non votare nessun partito. Secondo, non votare nessun candidato scelto dai partiti.

L’ideale sarebbe scrivere a penna sulle schede un nome fuori lista, ma questo renderebbe nulla la scheda. A tale proposito, le schede bianche, nulle o di rifiuto alla fine servono alla casta per il premio di maggioranza. Inoltre si corre il rischio che le schede bianche vengano utilizzate per brogli elettorali. L’unico modo per non entrare nella percentuale dei votanti o fornire strumenti di brogli é astenersi. Cosa peró, come abbiamo visto, che va a beneficio della casta.

Naturalmente, si potrebbe rimediare con una legge elettorale che permetta agli elettori di esprimere un nome fuori lista, ma la casta non lo fará mai. Ed eccoci al classico “Comma 22”, dove per eliminare la casta ci sarebbe bisogno di una legge approvata dalla stessa casta.

Alla fine le soluzioni sono due: votare M5S, oppure sperare che un membro della casta la tradisca per il bene del Paese. La differenza tra votare M5S e la casta, é che con il primo ci sono flebile speranze per un futuro migliore. Con il secondo, invece, si ha la certezza provata e dimostrata che tutto rimarrá come prima.

Un membro della casta che si schiera contro la casta dovrebbe solamente coordinare una lista di facce nuove, e non partecipare alle elezioni.

Ed ecco un altro problema. Come scegliere potenziali candidati che non siano stati selezionati dal partito del coordinatore in questione?

L’unico modo é tramite Internet e passaparola. Bisognerebbe create un sito Web dove gli aspiranti candidati si possono creare un profilo da soli. Gli unici requisiti dovrebbero essere: non avere avuto cariche politiche da almeno 10 anni; non essere indagato, non essere stato rimandato a giudizio o aver subito una condanna penale. La rete stessa aiuterá a scoprire i personaggi poco raccomandabili per eliminarli dalla lista (naturalmente dando loro la possibilitá di difendersi, specialmente se le accuse fossero fabbricate).

L’elenco dei candidati dovrebbe essere diviso a livello regionale, uno per la Camera ed uno per il Senato. Se si arrivasse ad un numero di candidati sproporzionato e non piú pratico per l’elettore, si dovrebbe procedere ad eliminazione facendo concorsi di popolaritá, naturalmente senza contare i voti anonimi o quelli che votano lo stesso candidato piú volte. Cosa che Internet permette di verificare.

© Riproduzione Riservata

Commenti