Non tutti sanno che gli antidolorifici non sempre arrestano il dolore, spesso tendono ad acutizzarlo

antidolorifici

Ogni giorno nel mondo si possono contare tremila attacchi di cefalea. Solo due italiani su 100 non hanno mai sofferto di mal di testa. Il 40% delle donne e il 20% degli uomini convivono da anni con emicranie e cefalee ricorrenti (ma ben l’80% ha almeno un attacco all’anno). I loro migliori amici sono gli antidolorifici, ma spesso sono anche la causa delle loro sofferenze.

A mettere in guardia dal rischio di entrare in un circolo vizioso dolore-medicinale-dolore è una ricerca inglese pubblicata dal Nice (National institute for health and clinical excellence): se si fa un uso eccessivo di analgesici si rischia il fenomeno del rebound. In pratica, assumendo troppi medicinali questi non arrestano l’attacco doloroso e se sospesi causano la cefalea da astinenza.

Il malcapitato decide allora di aumentare la dose e innesca così un circolo vizioso, rischiando di trasformare attacchi episodici in cronici o dare il via a una serie di effetti collaterali. Si parte con il mal di testa per poi collezionare attacchi di nausea, dolori addominali, diarrea e via dicendo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità oltre il 5% di coloro che soffrono di mal di testa secondari devono ricercare le cause nell’abuso dei farmaci. Il ricorso ai medicinali diventa ancora più pericoloso quando a doversi curare è un bambino: in Italia soffre di mal di testa il 30% dei ragazzini in età scolare.

Una dose eccessiva. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, un adulto su venti soffre di mal di testa quasi ogni giorno, tanto che l’emicrania è al 19° posto tra le malattie considerate debilitante. Per un milione di persone però la causa è da ricercare proprio nell’abuso di antidolorifici. Se si iniziano a prendere i farmaci in maniera regolare, ogni due o tre giorni, si può notare che dopo 3-4 ore dall’assunzione del medicinale il mal di testa diventa ancora più forte. Spesso la causa è da ricercare nel bugiardino: sembra che questo fenomeno sia dovuto non solo all’abuso dei farmaci, ma anche a un mix di sostanze come caffeina, aspirina e paracetamolo.

Come uscire dal circolo vizioso. Non è semplice, ma è possibile liberarsi da questa spirale dolorosa. L’unico modo per interrompere il circolo vizioso è quello di smettere di prendere gli antidolorifici che hanno causato l’effetto rebound. All’inizio si può avere un peggioramento e si possono osservare sintomi come nervosismo, nausea, insonnia, dolori addominali, ma dopo una settimana la frequenza e l’intensità degli attacchi di mal di testa subisce un calo per raggiungere una certa stabilità dopo un paio di mesi. Per seguire questo percorso, però, è bene non ricorrere al fai da te ma affidarsi a un medico, anche per individuare quali sono i medicinali realmente utili, la quantità sufficiente per il proprio caso ed evitare un ricorso eccessivo ai farmaci da banco. Per chi soffre di mal di testa cronico il suggerimento è quello di rivolgersi ai centri cefalee sparsi per l’Italia, alcuni dei quali sono specializzati per curare i bambini. Secondo alcuni medici inglesi un valido aiuto può arrivare anche dall’agopuntura che, a differenza delle sostanze chimiche, non ha dannosi effetti collaterali.

Inoltre, ci sono alcune buone abitudini che fanno meglio di qualsiasi antidolorifico (anche se non risolvono del tutto i problemi): dormire un numero sufficiente di ore, seguire un’alimentazione sana, fare attività fisica, smettere di fumare e ridurre lo stress aiutano a prevenire gli attacchi.

© Riproduzione Riservata

Commenti