Dopo 5 ore di incontro con il Governo, un comunicato congiunto: “investiremo per approfittare della ripresa

Sergio Marchionne

Incontro fiume a Palazzo Chigi fra il premier Mario Monti e l’ad della Fiat Sergio Marchionne. Il lungo vertice-trattativa sulle prospettive del Lingotto in Italiam, iniziato nel pomeriggio, è durato oltre cinque ore.

La Fiat tramite un comunicato congiunto ha dichiarato di voler “salvaguardare la presenza in Italia”, grazie all’export in Paesi extra europei. Il gruppo inoltre ha manifestato “piena disponibilità a valorizzare le competenze e le professionalità peculiari delle proprie strutture italiane, quali ad esempio l’attività di ricerca e innovazione”.

Fiat ha inoltre confermato “la strategia dell’azienda a investire in Italia, nel momento idoneo, nello sviluppo di nuovi prodotti per approfittare pienamente della ripresa del mercato europeo”. La prossima mossa del gruppo del Lingotto è guardare ai mercati esteri, in particolare quelli fuori dal vecchio Continente alle prese con la crisi: Fiat “è intenzionata a riorientare il proprio modello di business in Italia in una logica che privilegi l’export, in particolare extra-europeo”. Fiat ha inoltre confermato “la strategia dell’azienda a investire in Italia, nel momento idoneo, nello sviluppo di nuovi prodotti per approfittare pienamente della ripresa del mercato europeo”.

Dichiarazioni che giungono dopo la scelta dell’industria automobilistica di abbandonare il piano Fabbrica Italia in cui erano programmati investimenti per 20 miliardi nel nostro paese. All’incontro, sul futuro dell’azienda di automobili in Italia, a Palazzo Chigi, per il Governo erano presenti il Presidente del Consiglio Mario Monti, i Ministri Corrado Passera, Elsa Fornero, Fabrizio Barca e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. Per il gruppo Fiat erano presenti il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne. Questi ultimi due hanno anche sottolineato, sempre nella nota congiunta con palazzo Chigi, che l’azienda ha investito 5 miliardi di euro nel nostro paese negli ultimi 3 anni. Annunciando che la collaborazione con la Chrysler sarà sempre più stretta, grazie all'”integrazione delle piattaforme”.

All’ esecutivo guidato da Monti l’azienda del Lingotto ha chiesto di “determinare requisiti e condizioni per il rafforzamento della capacità competitiva”. Fiat poi al governo ha espresso “apprezzamento per l’azione che ha giovato alla credibilità dell’Italia e ha posto le premesse, attraverso le riforme strutturali, per il miglioramento della competitività, oltre che per un cambiamento di mentalità idoneo a favorire la crescita”. Toni cauti dal mondo sindacale che vuole vedere adesso atti concreti dal gruppo industriale. Per Luigi Angeletti, segretario della Uil, “dal comunicato congiunto del Governo e della Fiat traspaiono buone intenzioni. Bisogna però vedere nel concreto se i giudizi espressi saranno sostanziati dai fatti”.

Soddisfazione quella manifestata da Rocco Palombella della Uilm: “Apprezziamo la volontà dell’azienda di restare in Italia e di rafforzare competitività tramite ricerca e innovazione”. Immediata arriva la richiesta della Fiom di un incontro con il gruppo del Lingotto: “Adesso che è terminato l’incontro tra Marchione e il premier Mario Monti spero che il Governo convochi i sindacati il prima possibile”, ha detto il leader Fiom, Maurizio Landini.

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