Imprenditori: “non c’è ragione perchè non si debba in qualche modo favorire l’eventuale interessamento di Volkswagen a entrare al più presto nel nostro paese”

stabilimento Volkswagen

“Io credo nella prospettiva di attirare investitori stranieri nel nostro paese: nel caso specifico, quello di Fiat, avendo degli stabilimenti che possono essere utilmente sfruttati per produrre vetture non vedo ragione perchè non si debba in qualche modo favorire l’eventuale interessamento di Volkswagen a entrare nel nostro paese, a produrre macchine”. A dirlo è il vicepresidente di Confindustria, Fulvio Conti, a Radio1 Rai in merito all’ipotesi che Volkswagen possa essere interessata a produrre auto in Italia, alla luce della crisi Fiat e della possibilità di una riduzione delle attività produttive del Lingotto.

“E’ bene che Volkswagen venga se ha progetti e piani per utilizzare convenientemente la capacità produttiva che esiste nel Paese – aggiunge – e che è sovrabbondante rispetto alla nostra penetrazione nei mercati. Il problema però non è solo produrre macchine, ma anche venderle. Quindi, allo stesso tema bisogna ridare fiato all’economia e ai consumi interni liberando risorse, bisogna continuare la riduzione dello spending pubblico inefficace di questi anni per liberare risorse per la riduzione del carico fiscale e l’aumento della produttività”.

Intanto, in mattinata la direzione Fiat ha comunicato ai sindacati tre settimane di cassa integrazione ordinaria negli stabilimenti di Cassino e Sata a partire dal prossimo 17 ottobre e una settimana nello stabilimento Sevel di Atessa in Val di Sangro. Lo riferisce il segretario nazionale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano.

“L’ulteriore richiesta di cassa negli stabilimenti del gruppo Fiat – dice – riflette la nota situazione di calo di mercato ed evidenzia l’urgenza di interventi a sostegno del lancio di nuovi prodotti, in particolare per gli stabilimenti di Cassino e Melfi”.

“Tutti parlano a cento all’ora – afferma l’ad Fiat, Sergio Marchionne in un’intervista a Repubblica, replicando ancora alle stilettate del patron della Tod’s, Diego Della Valle – perchè la Fiat è un bersaglio grosso, più delle scarpe di alta qualità e alto prezzo che compravo anch’io fino a qualche tempo fa: adesso non più. Finchè attaccano me nessun problema, ma lascino stare la Fiat, per rispetto e per favore”.

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