“Un unico mezzo per ogni tipo di soccorso con una sola figura medica addestrata”. Intervista a Vincenzo Picciolo, responsabile regionale del settore emergenza del Cumi-Aiss in Sicilia. Ecco le prospettive del servizio 

Vincenzo Picciolo

“La linea guida strategica per il futuro del 118 in Sicilia è un unico mezzo per ogni tipo di soccorso con un’unica figura medica addestrata”. Lo afferma in una intervista a Medpress il responsabile regionale SUES-118 della CUMI-Aiss, dott. Vincenzo Picciolo, in questi giorni impegnato, con le altre sigle sindacali, nella delicata trattativa per la definizione dell’accordo integrativo non solo della emergenza sanitaria ma anche di continuità assistenziale.

Vincenzo Picciolo, è di questi giorni la notizia che l’assessorato alla sanità della regione Sicilia vuole introdurre nel servizio due nuovi tipi di ambulanze, un’ambulanza di neonatologia e un’ambulanza di cardiologia. Perchè avete chiesto un incontro urgente con l’assessorato?

“Perchè potrebbe essere l’ennesimo motivo per ritardare la medicalizzazione delle ambulanze già operative sul territorio. Come sindacato da anni siamo impegnati a definire nuovi modelli organizzativi nella emergenza sanitaria territoriale. Tuttavia questo sforzo si scontra con alcune realtà provinciali, nelle quali Aziende ritardano la medicalizzazione delle Ambulanze, così da avere realtà territoriali a macchia di leopardo, senza garanzia che tutti i cittadini abbiano lo stesso tipo di assistenza ovunque. Chiediamo di completare la medicalizzazione delle ambulanze, ed il reclutamento degli infermieri da destinare alla ambulanze di tipo A”.

Questa diversa distribuzione della organizzazione sul territorio di diversi tipi di ambulanze, con o senza medico, con o senza infermiere, esprime forse una diversità di risorse a disposizione delle diverse aziende? In altre parole esistono aziende ricche ed aziende povere?

“Niente di tutto questo, la regione garantisce la stessa percentuale di riparto a tutte le aziende. Dimostrazione ne è l’Azienda di Messina che da anni ha completato la medicalizzazione mentre l’Azienda di Agrigento continua a non avere alcuna ambulanza medicalizzata”.

Ritornando all’incontro che chiedete alla regione con carattere di urgenza, quale è la vostra posizione?

“La premessa che ho fatto è propedeutica alla richiesta di incontro. Se ad oggi non abbiamo alcuna uniformità di emergenza territoriale come si può pensare di aggiungere altri sistemi, che fra l’altro non intervengono sul soccorso domiciliare ma esclusivamente nei trasferimenti fra ospedali? Ritengo che bisogna pertanto completare il soccorso primario, che in atto è solo sulla carta, e poi dopo andare verso un modello organizzativo territoriale di un unico mezzo di soccorso per rendere quanto più dinamico il SUES-118”.

Questo significherebbe l’Ambulanza di Soccorso Avanzato.
“Si è proprio quello il futuro, un unico mezzo per ogni tipo di soccorso con un’unica figura medica addestrata non solo ad affrontare l’emergenza ma anche al primo trattamento..”.

 Come la fibrinolisi precoce sul territorio nel caso dell’infarto del miocardio.
“Esattamente!”

Per concludere, perché nella vostra richiesta – di cui abbiamo pubblicato sul sito il testo – fate esplicitamente riferimento alla “Spesa”?

“Di fatto solo i medici di emergenza sanitaria territoriale lavorano con esclusivo impegno orario sulle ambulanze. Tutte le altre figure vi operano in straordinario. Tutte le volte che abbiamo proposto delle novità siamo stati sempre stoppati dalla mancanza di copertura finanziaria. E questa sperequazione nella distribuzione delle risorse non è affatto positivo”.

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