Il libro di Paolo Ferrero: i veri luoghi comuni sulla crisi passati al setaccio del pensiero critico, prospettando una via di uscita che sfugga alla retorica del male minore

Pigs! La crisi spiegata a tutti di Paolo Ferrero
Pigs! La crisi spiegata a tutti di Paolo Ferrero

I gravissimi e crescenti danni umani e sociali che il governo Monti sta producendo in Italia – e la BCE in Europa – moltiplica le proposte e le iniziative contro questa politica devastante e classista. L’alternativa è possibile, urgente e necessaria, ma richiede coscienza e mobilitazione diffusa. Il libro Pigs! La crisi spiegata a tutti di Paolo Ferrero assolve a questo compito, spiegando con parole semplici e dati oggettivi cause e responsabilità della crisi.

Il recente libro Pigs! La crisi spiegata a tutti di Paolo Ferrero – segretario nazionale del partito di Rifodazione comunista e dirigente della Federazione della sinistra (FdS), editore DeriveApprodi, luglio 2012 – merita di essere letto, meditato e diffuso per più di un motivo:

  • spiega con parole semplici, con dati oggettivi e in modo convincente, le cause e le responsabilità della crisi capitalistica che sta distruggendo Stati sovrani, popoli, lavoratori e giovani disoccupati o sfruttati;
  • smonta in modo netto e radicale, sulla base dei dati ufficiali, le imposture e gli slogan che i mass-media occidentali diffondono ogni giorno per imbrogliarci e passivizzarci;
  • formula alcune proposte alternative che si collocano in una prospettiva liberatrice.

Dunque un libro utile per tutti coloro, e sono i più, che ignorando le logiche e le pratiche del capitalismo finanziario, lo subiscono con disperazione, rassegnazione, rabbia o passivismo. L’autore è credibile, perché Rifondazione comunista ha coerentemente contrastato, da Maastricht ad oggi, le politiche distruttive e classiste della troika FMI/BCE/UE e dei governanti europei e nazionali, come l’autore ricorda. Le sue analisi e le sue proposte, come quelle di Rifondazione comunista o della Federazione della sinistra, sono censurate accuratamente o manipolate dai grandi mezzi di informazione, megafoni del sistema.

Il libro – 210 pagg. molto scorrevoli e documentate – è articolato in 3 parti.

  1. La prima – i luoghi comuni – smonta e contrasta, con dovizia di prove e di dati ufficiali, le menzogne, le ipocrisie e gli slogan che mass-media e poteri dominanti ripetono “a reti unificate”.
  2. La seconda – socialismo o barbarie – rilancia la teoria marxista e socialista, sempre più criminalizzata in modo strumentale, come alternativa razionale, scientifica e storica al capitalismo finanziario dominante.
  3. La terza – per uscire dalla crisi – illustra una serie di proposte di applicazione immediata per uscire dalla crisi attuale “da sinistra”, cioè rilanciando valori e diritti popolari, sociali e costituzionali, negati.

Ovviamente il lettore potrà anche non condividere le analisi e le proposte del libro, ma è necessario conoscerle e valutarle criticamente. E Leggendo e riflettendo, troverà argomenti, evoluti e documentati, che marcano una differenza netta non solo dal neoliberalismo, ma dalle ricette socialdemocratiche di Hollande e di altre personalità europee.

Quali sono i luoghi comuni supergettonati che il libro smonta e demistifica? Sono molti e grossolani.

Il cosiddetto debito pubblico, un pretesto che copre la speculazione finanziaria, occasione di guadagno per gli speculatori, determinato dalle politiche europee e nazionali degli ultimi decenni, dai trattati UE (da Maastricht a Lisbona), dall’euro (moneta inventata dai banchieri tedeschi), dagli accordi di vertice (fiscal compact, patto di stabilità, ecc.), dai prestiti BCE (più di 1000ML di euro) al tasso dell’1% alle banche private che queste prestano a Stati, imprese  e cittadini che si indebitano sempre più. Accordi e trattati UE che sono stati votati in Italia da tutti partiti presenti in parlamento, ma non da Rifondazione Comunista quando c’era.

A mio avviso, qui il limite grave dell’autore è quello di non denunciare il modo criminale con cui il “debito” viene creato: le banche centrali si appropriano del DANARO stampato (da noi l’euro) che poi prestano agli Stati, indebitandoli e privandoli di un ruolo e di una risorsa decisiva: la sovranità statuale e monetaria. Così gli Stati sovrani diventano sudditi e debitori ricattati delle banche e del capitalismo finanziario.

La crisi non è finanziaria, come ci raccontano, sostiene l’autore, ma crisi strutturale del capitalismo. Non si esce dalla crisi tagliando salari, diritti e stato sociale: ciò aggrava pesantemente la crisi stessa del capitalismo, come dimostrano i dati ufficiali, riportati nel libro. Si deve fare l’esatto contrario (Keynes). Anche le cosiddette liberalizzazioni aggravano tutti i problemi, anche economici, senza soluzioni. La deregulation e la libertà del mercato – miti fasulli dei neoliberisti – producono disastri economici e sociali documentati, senza risolvere alcuno dei problemi strutturali del capitalismo. Il mercato a-regolato produce speculazione, ingiustizie, forti squilibri nella distribuzione della ricchezza e delle risorse, miseria.

“I mercati che ci guardano” o che sono “agitati ed insoddisfatti” sono altri slogan grotteschi e ricorrenti, del tutto astratti e fuorvianti, si tratta di tutt’altro: si tratta invece di persone, clan e lobbies speculative che hanno nome, cognome ed indirizzi pianificati, ma che nessun mezzo di informazione cita mai. Sono 5 SIM (società di intermediazione finanziaria) e 5 banche egemoni che controllano 466.000 ML$ di titoli, cioè 8 volte più che il PIL totale mondiale (74.000 ML$ nel 2010). Quindi per ogni dollaro prodotto dalla economa reale vi sono 8 dollari di titoli che hanno una prevalente funzione speculativa.

Altre balle capitaliste e mediatiche interessate da smontare sono quelle che dicono che il governo Monti è un governo “tecnico” oppure che Monti rappresenta “l’anti-berlusconismo”. Quello di Monti è un governo politico-ideologico, ferocemente classista e reazionario, che si pone in continuità con il berlusconismo. Monti, come Draghi, è espressione della Trilateral commission, di Birderberg e della Goldman Sachs. Berlusconi è il servo del capitalismo finanziario, Monti ne è attore/promotore di vertice. L’autore enumera tutte le nefandezze attuate da Monti nel suo anno di governo. Perciò un governo Monti-bis, voluto da Napolitano e dalla troika PD/PDL/UDC, sarebbe perciò una iattura disastrosa.

E’ pure una infamia ed una falsità che Stati come la Grecia, la Spagna e l’Italia siano stati spreconi, consumisti, scansafatiche… pigs (maiali): lo dicono i numeri di confronto con i Paesi “virtuosi”. Un’altra superballa dice che il libero mercato sarebbe di “sinistra”, il monopolio di “destra”. La crisi non è il frutto della “scarsità” – come si dice – ma crisi di sovrapproduzione, di speculazione finanziaria e di ingiustizia retributiva e di consumi, guidata dai capitalisti contro popoli e lavoratori. Infine la personalizzazione schizofrenica della Merkel, ora sadica e autoritaria, ora munifica e saggia.

L’autore contesta poi che la politica di Holland e dei socialdemocratici europei possa essere un soluzione, sia pure tampone, della crisi in atto e ne illustra le ragioni in dettaglio. Il suo punto di riferimento è la “Sinistra europea” di cui fa parte Syriza, Rifondazione Comunista ed altri partiti comunisti europei.

Nella seconda parte del libro, l’autore, con dovizia di prove e di dati, rivaluta il percorso del comunismo e del marxismo, come antagonismo sociale e storico del capitalismo, di ieri e di oggi. Un percorso sempre più attuale, come dimostra L’America Latina che rilancia il “socialismo del XXI° secolo”. La crisi odierna del capitalismo è crisi costituente e di civiltà, quindi non più sopportabile.

Infine nella terza parte illustra le proposte politiche del suo partito per uscire dalla crisi attuale. Si tratta di un New Deal di classe in Italia, per il quale il parlamento italiano deve disdettare tutti i trattati e gli accordi UE sottoscritti in questi anni. Ecco perciò alcune delle proposte enunciate:

  • trasformazione della cassa depositi e prestiti i Banca pubblica, onde contrastare il dominio BCE;
  • ri-negoziazione del debito pubblico italiano e leggi di controllo/regolazione delle Banche;
  • piano per il lavoro e l’occupazione, con riassetto idrogeologico e ambientale;
  • piano di risparmio energetico e di energie alternative; piano rifiuti e raccolta differenziata;
  • piano di trasporto pubblico e mobilità sostenibile;
  • abolizione della controriforma Monti sulle pensioni, le tasse IMU, ecc.;
  • lotta all’evasione fiscale e re-distribuzione della ricchezza, con riforma del fisco;
  • abrogazione della controriforma Fornero sul lavoro, ripristinando at. 18 legge 300/70;
  • eliminare privilegi casta politica e ingiustizie retributive e normative;
  • abolire legge Bossi-Fini su immigrazione e ridurre la spese militari;
  • bloccare tutte le privatizzazioni e rilanciare Beni comuni e servizi pubblici.

Dunque un libro utile e divulgativo, ma debole, a mio avviso, per le proposte, alquanto inadeguate rispetto all’impianto di analisi condotto nella prima parte. Le differenze con la impostazione politica e programmatica da me espresse e diffuse da blog indipendenti come questo, sono notevoli. Anche le tematiche delle guerre di aggressione, della Nato, dei diritti comunicativi e politici negati, sono, a mio avviso, sottovalutate.

Si può oggi riformare la UE e la BCE, riacquistare sovranità statuale e politica, senza uscire dall’euro e dalla UE o dalla Nato? Sono domande alle quali bisogna dare risposte convincenti.

Tuttavia il mio intento è quello di far conoscere, fedelmente, un libro che merita di essere letto, tralasciando le mie opinioni personali, e lasciando al lettore le proprie riflessioni personali.

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