Lo scandalo spese folli nel Lazio altra vergogna di affamati squali, “democraticamente” annidati in varie maggioranze partitiche della politica italiana

Renata Polverini

Disinfestazione contro l’antipolitica dei parassiti? Polverini e il caso spese folli in Lazio. Attrazione fatale: prima…fulminata…e poi…bruciata..dal PDL!

In Renata Polverini molti vedevano il possibile successore di Berlusconi e la presidenza della Regione Lazio doveva essere la rampa di decollo per una lunga carriera politica. Questo scandalo rischia di segnare la sua fine, o diventerà un tassello importante del …suo curriculum?

Negli ultimi anni e mesi i cittadini hanno saputo che una masnada di affamati squali “democraticamente” annidati in varie maggioranze partitiche, o meglio assetate sanguisughe, parassiti della peggiore specie eletti dalla maggioranza dei votanti per amministrare le pubbliche istituzioni a vantaggio di tutti gli italiani, continua a sprecare il denaro pubblico, troppo facilmente disponibile, per attività “private e deprecabili”. Naturalmente non tutti gli eletti si comportano male: certo vivono in “organismi” malati”.

I parassiti sanno che i cittadini quando si scopre uno scandalo fanno un poco di rumore però, poi, sopportano. Molti cittadini non sanno nemmeno della modernità della “filosofia” che può avere ispirato la proposta di modifica della Costituzione in elaborazione avanzata da Giuseppe Dossetti, costituzionalista cattolico: “La resistenza, individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino”.

La modifica, che non fu approvata, si ispirava al principio della resistenza, presente nella Costituzione francese: «Qualora il Governo violi le libertà e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza sotto ogni forma è il più sacro dei diritti e il più imperioso dei doveri». Mutatis mutandis, se chi amministra fa schifezze…deve essere mandato a casa, anche se non ci vuole andare!

Quando c’è una infestazione di parassiti si ricorre alla disinfestazione! Per i cittadini si può trattare di una disinfestazione; i parassiti, se potessero parlare, griderebbero che si vuole fare una pulizia etnica. Urlerebbero che elementi antidemocratici, o meglio “antipolitici”, vogliono sovvertire gli equilibri faticosamente raggiunti: noi mangiamo e ingrassiamo a spese vostre!

Come si fa a fare politica sana con i parassiti? Può mai uno squalo cessare di essere tale e non mangiare gli altri pesci? Potrebbe anche farlo, come “fermo biologico momentaneo” come si fa con la pesca in mare. Giusto per fare ingrassare le prede e poi inghiottirle!

Come attuare una efficace disinfestazione mirata? Occorrerebbero onde di tsunami “antiparassitari intelligenti” come le bombe tanto decantate nelle ultime guerre. Ondate di voti democraticamente espressi ed efficacemente antiparassitarie.

Nel frattempo i parassiti, profondi conoscitori degli italiani, temporeggiano, facendo affidamento su alcuni modi di dire popolari.

“Deve passare la nottata”, “Quando sei incudine devi stare buono, quando sei martello devi picchiare!”

Dopo un poco di chiasso tornerà tutto… peggio di prima! “Chi ha avuto… ha avuto…e chi ha dato… ha dato”. Invece no! E’ ora di finirla! Chi non lo capisce fa “antipolitica”.

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