Si assentavano dal posto di lavoro senza timbrare. Indagati 40 dipendenti della Soprintendenza di Trieste

le immagini riprese dalla Guardia di Finanza

In questi giorni i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Trieste stanno procedendo alla notifica di quaranta ” avvisi di conclusione delle indagini preliminari” a firma del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribuanale di Trieste Massimo de Bortoli, nei confronti di altrettanti dipendenti pubblici ubicati a Trieste, per ipotesi di reato connesse ad assenze illeggittime durante l’orario di lavoro.

I provvedimenti emessi dalla Procura – come si legge su Tristeprima.it – sono il risultato di articolate e prolungate indagini condotte dagli uomini delle Fiamme Gialle, svolte nell’ambito dell’operazione ” Colibri’.

Nel corso delle attività, gli investigatori si sono avvalsi anche di operazioni tecniche, quali videoriprese. I militari hanno rilevato che nel periodo oggetto d’esame: dalla seconda metà del 2012 alla prima parte del 2011, gli indagati si assentavano in più occasioni dal posto di lavoro senza ” timbrare ” il proprio cartellino elettronico “badge”.

In alcuni casi è stato constatato che alcuni dipendenti assolvevano ad incombenze di natura strettamente privata, quali spese al supermercato e commissioni varie.

Le ore di assenza nel periodo di riferimento variano per ciascun soggetto da un massimo di 110 ad un minimo di alcune ore concentrate in poche giornate lavorative.

Le strutture pubbliche poste sotto controllo sono ubicate tutte in piazza Libertà e corrispondo a:

– Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici del FVG,
– Soprintendenza per i beni acheologici del FVG,
– Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggisitici del FVG,
– Soprintebndenza per i beni storici e artistici ed etnoantropologici del FVG

Le ipotesi penali per cui per cui si procede sono quelle di truffa aggravata ai danni dello stato (art. 640 c.p.), che prevede la pena di reclusione da uno a cinque anni.
E quelle di falso materiale in atto pubblico, in relazione all’avvenuta induzione in errore dei competenti uffici amministrativi, che hanno attestato, proprio in virtu’ del mancato corretto utilizzo dei badges, anche ai fini retributivi, la presenza in servizio durante i periodi di assenza non giustificata.

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