Il governatore del Lazio scatena la sua ira in Consiglio regionale per le “spese folli”: ma poteva non sapere?

Emma Bonino e Renata Polverini

Il governatore del Lazio, Renata Polverini, ha dato prova di scarse capacità politiche e certe battute “sparate” durante il Consiglio regionale di lunedì scorso, suo malgrado, l’hanno aiutata in verità a cadere ancora un pochino più in basso.

Poco considerata come politico e come non ricordare certe su frasi: “questo vestito costa 200 euro, e me lo sono pagata io”, sono parole sue – ha ben chiarito 200 euro come fossero bruscolini – e mi chiedo con che faccia! La governatrice lo sa che c’è gente che 200 euro tutte insieme non le vede ormai da tempo? A ben guardare, quel vestito glielo abbiamo già strapagato tutti insieme noi cittadini, insieme alle scarpe, cappello, borsetta etc.

Ora potremmo stare a porci le stesse domande più o meno scontate del tipo: “ma come è possibile che lei non sapesse di quello che capitava in Consiglio?”. Preferisco altre riflessioni, di spunti ne troviamo a bizzeffe nella conferenza stampa tenuta da Emma Bonino, vicepresidente del Senato ad esempio quando dice “Trovo esilarante che la Polverini dica che non sapeva dei fondi ai gruppi e che non conoscesse i bilanci dei gruppi, immagino sapesse cosa ereditava. Altrimenti si informasse. Questa è dimostrazione di ignoranza non entusiasmante”; esiste altro modo per dirlo? No, decisamente no: se sapeva ha taciuto e quindi le andava bene così e quindi via anche la Polverini al pari di Fiorito; se non sapeva allora è stata ignorante in tema – ignorava – e quindi via anche la Polverini che non è all’altezza del compito.

Altra riflessione, la governatrice della Regione apre, concitata e arrabbiatissima, il Consiglio Regionale di lunedì con un discorso imperativo “o si risolve qui, adesso, ora in questa aula o tutti a casa!”, grande passione ed entusiasmo che finiscono verso le 22.30 con un nulla di fatto.

La Polverini chiedeva ad alta voce la trasparenza, estirpare il male (i riferimenti al suo stato di salute li ho trovati quantomeno fuori luogo, non li riporto) e ricominciare da zero: bene dico io, ma c’è da saltare dalla sedia quando il consigliere Giuseppe Rossodivita (lista Bonino-Pannella) prende la parola e, dopo averle dato un ironico “benvenuta” – ma purtroppo durante l’intervento del consigliere si era assentata e non ha potuto ascoltare – le rammenta che il 3 giugno 2010 era stato depositata la proposta di legge “Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati della Regione Lazio. Disposizioni sulla trasparenza e accessibilità alle informazioni” che era un buon modo per avere la casa di vetro come la stessa Polverini richiedeva ma no, non piaceva e quindi via la legge e su le tende! Ma guarda guarda, vado a controllare meglio e trovo che nel 2008 una campagna degli stessi Radicali titolava “L’Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati” ma allora son testardi!.

Rossodivita non le manda a dire e nel suo intervento ci tiene a sottolineare che “… crediamo alle parole della presidente di non aver saputo immaginare quante difficoltà avrebbe dovuto affrontare per l’incapacità e l’inesperienza del ruolo che è stata chiamata a ricoprire, così eravamo certi della necessità che a governare questa Regione fosse Emma Bonino che di esperienza e spessore politico era certo più dotata”.

La Bonino che ha detto ”il problema sono i costi della partitocrazia non quelli della politica, che avrebbe invece costi ampiamente sostenibili…” ambeh dico io ma “questi” allora son proprio diversi! Guarda un po’, non è che per caso hanno un’iniziativa anche per la partitocrazia?

Et voilà, “Roma si muove”, ha 8 referendum, uno titola “Meno costi e partitocrazia” residenti a Roma: è il caso di muoversi e andare a firmare, il periodo sembra propizio per una svolta.

Nelle scorse ore da segnalare un articolo su Corriere della Sera dal titolo “Regione Lazio, tutte le spese della Polverini: foto da 75mila euro e vitalizi da 3mila al mese”, ma sento odor di gossippata e mi defilo.

Mi fermo a pensare: insomma da anni vanno dicendo che ci vuole trasparenza, giustizia e legalità; son sempre impegnati nel carceri e per la salvaguardia della dignità umana, li trovi nelle piazze a raccogliere firme e spiegare che si può fare, hanno pensato all’aborto, si occupano di divorzio, di diritto di famiglia, di staminali e eutanasia, hanno cominciato loro anche questa volta pubblicando i conti del 2010 e 2011 e son sempre usciti in piedi: ma sarà mica che c’è qualcuno che non è interessato al di più, all’abuso e al magna magna e bunga bunga?

Roberto Saviano nella sua pagina Facebook ha recentemente pubblicato due video, uno sulla legalizzazione e uno sull’amnistia, temi spiegati in tre minuti e da chi? Ancora loro, i Radicali.

Qualcuno sa spiegare perché fu eletta la Polverini e non Emma Bonino nel 2010 a parte Concita de Gregorio che parlò in modo esplicito di intrallazzi nel PD? Qualcuno è in grado di spiegare perché chi si è sempre occupato degli italiani, della giustizia e della vita è stato soppiantato da quelli che mangiano le ostriche e si preoccupano di ricordare il costo degli abiti, a spese nostre?

Non ho capito… ma perché ci stiamo lamentando? Nel 2010 c’è stato un errore nel Lazio, non a Roma dove la Bonino vinse la sfida; quindi finalmente si può ripartire da qui … e magari estendiamo il mea culpa a tutta l’Italia.

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