Cresce il fronte di quelli che si oppongono alla politica del premier italiano e l’azione della BCE: l’esempio del Movimento popolare di liberazione. Ecco l’alternativa

le “politiche” di Mario Monti

I soggetti che si oppongono alla politica di Monti e della BCE sono molti, e in aumento. Uno di questi è il “Movimento popolare di liberazione” (Mpl) che ha convocato a Roma un incontro pubblico per illustrare la sua analisi, il programma e le iniziative per creare un fronte popolare di opposizione e di alternativa alla politiche distruttive di Monti e della BCE. Ecco una sintesi di queste idee.

Il “Movimento popolare di liberazione”(Mpl) è un soggetto sociale che si batte contro le politiche classiste, distruttive e reazionarie del governo Monti e della troika FMI/UE/BCE per una alternativa di civiltà. L’incontro pubblico Mpl di Roma (13 c.m.) era intitolato “Uscire dall’euro per uscire dalla crisi”. Tra i relatori era prevista l’economista Loretta Napoleoni che però era assente.

L’analisi politica della situazione italiana ed europea di Mpl si basa su una doppia verifica che ciascuno di noi può fare, liberandosi dalle imposture di governanti, partiti di sostegno e mass-media. Una verifica individuale, basata sulla nostra vita quotidiana, delle famiglie o degli amici: essa ci mostra tutta la drammaticità delle condizioni di vita correnti: lavoro e non lavoro; miseria crescente dei più a fronte di ricchezza crescente di pochi; ingiustizie, corruzione, privilegi, impunità, frodi ed inganni di ogni tipo; falsità, ipocrisia e impostura crescente dei mass-media e dei loro ospiti (leader di partito e giornalisti); aumento delle tasse e dei costi di merci e servizi, sempre più scadenti; arroganza dei ceti dominanti, ecc.

L’altra verifica è numerica, basata sui dati ufficiali che caratterizzano l’economia finanziaria e capitalista, sempre più distruttiva e speculativa, ormai fuori controllo da parte degli Stati nazionali e dei cittadini. Dalla “sovranità popolare e statuale” della nostra Costituzione siamo passati al dominio incontrastato delle banche e delle caste finanziarie che distruggono lavoro, produzione, diritti vitali, risorse, ambiente e territorio.

Dopo un anno, i risultati ufficiali della politica di Monti e della BCE, nonostante i costi durissimi pagati da contribuenti e lavoratori italiani, sono sempre più drammatici: PIL -2,6% (+1% un anno fa); il debito è cresciuto di 75 MLdi euro (1970 ML oggi); la produzione industriale è calata -7,6% ; il rapporto debito/PIL è peggiorato = 130 %; il fantomatico Spread, che nel febbraio 2012 era pari a 500, è sceso a 400 dopo che la BCE ha stampato e regalato migliaia di ML di euro a tasso agevolato (1%) alle banche private, che lo prestano agli Stati, alle imprese e ai cittadini a tassi da usura. Rispetto agli ultimi annunci di Draghi sui prestiti “illimitati” della BCE, questa ha acquistato 209 MLdi euro di titoli di stato da Spagna e Italia. Un prestito che è soggetto a pesantissimi vincoli di politica sociale, sulla base di un memorandum BCE.

Dal 2008 ad oggi gli Stati occidentali, cioè i contribuenti, hanno sborsato 14.000 ML$ per evitare il fallimento delle banche private, presentato come una catastrofe economica mondiale. Così invece di colpire la speculazione finanziaria causa del disastro, si è colpita la spesa sociale e produttiva.

Dunque i dati ufficiali rappresentano, in parte e per difetto, la drammatica situazione reale. Per l’Italia, il fiscal compact comporta un onere insostenibile e mostruoso: 47 ML di euro/anno per 20 anni. Ma questi dati nulla dicono sulla eversione costituzionale, sul restringimento della democrazia, sulla repressione montante, sui suicidi, sulla perdita di sovranità popolare, sulle guerre di aggressione, sul degrado della giustizia, della scuola, della informazione e della sanità, o, sul dramma degli sfratti e dell’ambiente.

Alcuni – la Lega, che oggi contrasta Monti, o alcuni giornali internazionali – parlano di “fallimento” della politica di Monti e della BCE: non si tratta di fallimento, ma di preciso disegno classista e reazionario. La speculazione finanziaria serve al capitalismo per imporre totalitarismo, repressione, marginalizzazione della classe lavoratrice e produttiva, a tutto vantaggio dei clan dominanti e privilegiati.

Ma i promotori Mpl e alcuni degli interventi presagiscono una situazione futura ben più grave e disastrosa di quella attuale. Il trend negativo si aggraverà per una serie di motivi ben precisi:

  • il fiscal compact approvato, con i vincoli sociali devastanti che impone ai Paesi dell’eurozona;
  • il cosiddetto fondo salva-Stati che impone vincoli pesanti a chi chiede prestiti alla BCE. La Corte costituzionale tedesca ha dato via libera a questo ultimo accordo-capestro, anche se il 54% della popolazione tedesca è contraria a questo accordo e al fiscal compact.

Ma la casta finanziaria e i suoi governi europei – aldilà degli annunci fasulli e delle fase promesse – hanno capito che l’euro è una moneta virtuale senza uno Stato di riferimento – come accade per USA, UK, Giappone, Svizzera, ecc. – da qui il dilemma: o lasciare l’euro, tornando alle monete nazionali, o inventarsi uno Stato sopranazionale che supporti l’euro. Essi escludono la prima ipotesi, e ,per ragioni ideologiche, puntano sulla seconda: gli “Stati uniti europei”. Ammesso che si realizzino, dice Leonardo Mazzei, si tratta di un superstato autoritario, oligarchico, ancora più cinico e spietato della UE di oggi. E’ invece probabile che si rimanga nel pantano antisociale: la UE esistente e il superstato promesso. La spirale imperialista dollaro-guerre-debito diverrebbe ben più devastante di oggi. Per l’Mpl di tratta di un mostro totalitario ed imperialista da combattere con tutte le forze.

Da questa analisi, difficilmente contestabile, l’Mpl fa discendere le sue proposte di merito:

  • uscire dall’euro e dalla UE come condizione necessaria ; non sufficiente se non si conquista una piena sovranità politica, monetaria e popolare;
  • moratoria sul DEBITO pubblico e cancellazione di quello estero;
  • nazionalizzazione del sistema bancario e dei gruppi industriali strategici (es. ALCOA). Per le banche solo attività di credito per investimenti produttivi (fine della speculazione finanziaria);
  • piano nazionale per il lavoro e la produzione nazionale, contro la disoccupazione;
  • uscire dalla NATO e dalla UE, scegliendo la neutralità;
  • rafforzare la Costituzione  con  il rilancio della sovranità popolare.

Il socialismo marxista è, per l’Mpl, l’orizzonte strategico in cui si colloca la sua azione politica.

Queste proposte non possono realizzarsi mediante referendum o elezioni, peraltro truccate ampiamente e organizzate (super-porcellum) per garantire continuità alla politica di Monti/BCE ,contro ogni opposizione. Serve una sollevazione popolare, promossa da un ampio fronte di soggetti antagonisti, con la formazione di un governo popolare di emergenza e un assemblea popolare costituente.

Le conquiste da perseguire, secondo l’Mpl, vanno commisurate, non alla forza (inadeguata) di chi le propone, ma rispetto alla gravità dei problemi e dei processi che stiamo subendo a livello europeo e nazionale. O si innesta un processo rivoluzionario o saremo sempre più perdenti e soggiogati. Le elites dominanti – dopo il comunismo e il terrorismo – hanno ora scoperto un altro bersaglio di comodo, “il populismo”: un espediente per non parlare di sovranità e di risveglio popolare crescente.

Credo di aver rappresentato, sia pure in sintesi, le analisi e le proposte Mpl. Penso che esse meritino diffusione ed attenzione, in quanto tentativo coraggioso di uscire da una crisi permanente ed insolubile. A mio avviso, la debolezza dell’impianto Mpl, come per molti altri soggetti di alternativa, sta nel fatto che esso non abbia ancora individuato gli alleati del “fronte popolare ampio” di cui parla, né un programma comune sul quale convergere, sia pure con le mediazioni necessarie.

Purtroppo le strade della riscossa popolare e democratica sono difficili e inesplorate, sono sbarrate da poteri criminali forti. Credo perciò che tutti i soggetti di alternativa debbano cercare i modi giusti per trovarle e percorrerle vittoriosamente.

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