Lavoratori senza stipendio, raccolta ancora ferma e città stracolma di spazzatura. Taormina nell’incubo e nei prossimi giorni la situazione potrebbe aggravarsi  

rifiuti a pochi metri da “Porta Catania”

Ancora gravi disagi a Taormina per lo stop alla raccolta rifiuti. I lavoratori di Messinambiente, che martedì scorso si erano astenuti dal servizio per una giornata di sciopero, per la maggior parte sono rimasti a casa anche ieri. Si è infatti verificato lo scenario temuto ed ipotizzato sia in Comune che in città.

I certificati medici presentati dagli operatori ecologici, come in questi casi, hanno avuto una durata superiore alle 24 ore.

E così, secondo quanto rilevato dagli uffici comunali, 35 addetti al servizio ieri non hanno effettuato servizio, mentre soltanto 8 sono rientrati regolarmente a lavoro. Alcuni non hanno lavorato avendo presentato già martedì mattinata l’apposito certificato di malattia, altri erano in riposo o assenti già da prima per diversi motivi.

E’ stato così ripulito soltanto il Corso Umberto e l’area dell’ospedale di contrada Sirina. Per il resto strade e interi quartieri della città, in centro storico e nelle zone periferiche sono state invase da cumuli di spazzatura, cassonetti stracolmi e odori nauseabondi. Qualche residente addirittura ha deciso di uscire di casa con la mascherina o portandosi le mani alla bocca per “difendersi” dal fetore dei rifiuti non raccolti per 48 ore.

Adesso il timore è che pure quella odierna possa rivelarsi una giornata difficile e che i disagi siano destinati a proseguire. Taormina inizia ad avere sul serio la percezione e la paura di una vera emergenza rifiuti che sembrava non sarebbe mai arrivata e invece si sta materializzando nella maniera più tangibile e preoccupante.

Non si intravedono all’orizzonte segnali di svolta o schiarita in una vicenda dai contorni ormai abbastanza delineati. I lavoratori sono preoccupati e reclamano il pagamento dei loro stipendi (l’ultima mensilità risale allo scorso giugno).

Messinambiente è allo stremo, senza più un euro in cassa e il Comune di Taormina, a sua volta, non trova le risorse per pagare la società mista alla quale deve circa 4 milioni di euro.

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