Il primo ministro tedesco mostra indifferenza sul rientro in pista del Cavaliere per il 2013: “sono democratica e penso soltanto alla Germania. Il resto non mi interessa”

Angela Merkel

Frau non ha paura del Cavaliere. La cancelliera non teme il ritorno del Cavaliere che con lei fu assai poco cavaliere e che è tornato alla carica, lancia in resta, additandola come responsabile della crisi europea. O forse lo teme, ma non lo dice. Perché sotto sotto in pochi credono che a Berlino non importi del futuro capo del governo italiano.

Con Mario Monti c’è un rapporto diverso, si è instaurato un dialogo a tratti aspro, ma sempre positivo, ed evitare un altro esecutivo targato Berlusconi, l’uomo che secondo alcune presunte intercettazioni (mai pubblicate) avrebbe espresso parole non troppo lusinghiere sulle sue qualità estetiche, non sarebbe poi così male per Angela Merkel.

Tutto questo, comunque, lei non l’ha detto a chi, comprensibilmente, le ha chiesto se fosse preoccupata da una nuova discesa in campo dell’ex premier italiano, abbattuto da scandali e spread: «Io sono una politica democratica. E mi concentro sulla Germania e sui fatti concreti».

Ma frau Merkel è preoccupata eccome di ciò che può accadere in Italia nei prossimi mesi, così come lo è la stampa tedesca, e qualche giorno prima non si era fatta scrupoli ad ammettere che il voto di primavera per decidere il prossimo inquilino di Palazzo Chigi rappresenta una sorta di spauracchio per Berlino.

D’altra parte, si sa, la cancelliera stravede per Monti, e l’ipotesi di un nuovo esecutivo guidato da lui non le dispiacerebbe affatto. Meglio il Prof del Cav, insomma, su questo non ci sono dubbi, non c’è nemmeno bisogno che lo dica espressamente.

Neanche le discussione, talvolta aspre e accese, sulla questioni che riguardano il fondo Salva Stati e lo scudo anti-spread hanno scalfito la stima reciproca che lega il capo del governo italiano a quello tedesco.

D’altronde Berlino sembra aver deposto l’ascia di guerra sulla questione, accettando il piano di Mario Draghi e confermando che la piena autonomia di cui deve godere la Banca centrale europea: «L’indipendenza della Bce è per noi molto importante. Io non commento mai le posizioni di Jens Weidmann», ha detto Merkel, ribadendo comunque che i confini dell’istituto guidato da Draghi «sono molto chiari» e che l’Italia deve decidere autonomamente se chiedere o meno l’accesso agli auti Esm.

Eventualità che la cancelliera ha detto di non aver affrontato nella sua telefonata con Monti: «Abbiamo parlato della situazione generale ma non di questo, abbiamo discusso di come la situazione debba velocemente svilupparsi nell’Eurozona e di come Germania e Italia debbano contribuire a che questo accada».

Da affrontare, in particolare, c’è la crisi della Grecia, con lo scopo di evitare l’uscita di Atene dall’euro: «È meglio per tutti che ciò non accada. Ho detto al premier greco che deve rispettare i suoi impegni e che aspettiamo il rapporto della Troika». Poi, Berlino è «pronta ad aiutare»il Paese in difficoltà.

Magari ancora assieme all’Italia, chiunque la governi. «Rispetto i risultati delle elezioni», ha spiegato. Ma anche se non lo dice lo pensa: senza Silvio Berlusconi è meglio. Molti italiani (si spera…) sono d’accordo con lei…

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