Indiscrezioni sugli interventi necessari a ridurre il rilascio di polveri nell’aria: 400 milioni sul tavolo. Ilva vuole coinvolgere un architetto di grido. Fra i papabili spuntano i nomi di Santiago Calatrava e Renzo Piano

lo stabilimento Ilva

Numeri agghiaccianti sull’Ilva. Nuovi dati, medesima sentenza. Sull’area di Taranto, dove è sito lo stabilimento Ilva, nel periodo 2003-2008 la mortalità è aumentata di circa il 10% rispetto a quella attesa. Lo rivelano i nuovi dati del progetto Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità, relativi al quinquennio in esame,

La relazione verrà presentata domani al ministero della salute alla presenza del titolare del dicastero Renato Balduzzi. E mentre si apprende che i legali dell’Ilva hanno rinunciato ai ricorsi presentati al Tribunale del Riesame, Corrado Clini scrive su Twitter che “il ministero dell’Ambiente si costituirà parte civile nel processo mirato a individuare responsabilita’ per l’inquinamento di Taranto”.

Questo l’ordine di grandezza della cifra che – a quanto si apprende – l’azienda avrebbe intenzione di mettere sul tavolo per il risanamento degli impianti inquinanti dell’Ilva messi sotto sequestro dai magistrati. La somma si aggiungerebbe ai 90 milioni messi a disposizione dal governo e a quelli che fanno riferimento ai fondi della Regione Puglia. Inoltre, altri 60 milioni di euro saranno disponibili all’inizio del prossimo anno. I lavori potrebbero iniziare a dicembre, in occasione del fermo di un altoforno per manutenzione.

Intanto ci sarebbe anche qualche novità sul tipo di interventi da realizzare per ridurre il rilascio di polveri nell’aria, fondamentalmente delle coperture da realizzare sul sito. L’orientamento dell’azienda sembrerebbe essere quello di coinvolgere un architetto di grido, un ‘archistar’, per realizzare una struttura esteticamente gradevole oltre che utile. Una struttura che possa diventare un elemento gradevole dello skyline della citta’.

Ci sarebbe anche qualche nome che potrebbe essere coinvolto nel progetto: si parlerebbe di architetti del livello dello spagnolo Santiago Calatrava, della ‘super-archistar’ italiana Renzo Piano o forse addirittura del britannico Norman Foster. Altri nomi potrebbero essere coinvolti.

Il risultato dell’intervento di copertura dei parchi minerali potrebbero essere delle cupole, dei ‘dome’ come vengono chiamate queste strutture, sul tipo di quelle realizzate in alcune centrali a carbone per evitare la dispersione di polveri. Strutture, per fare un esempio, come quelle del carbonile della centrale Enel di Torrevaldaliga nord.

Intanto ieri, nell’impianto Ilva, un operaio dell’impresa appaltatrice Semat è precipitato accidentalmente in una buca dove vi era acqua usata nel raffreddamento del carbon coke per gli altiforni, ustionandosi.

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