Il futuro può attendere e c’è chi critica il design del nuovo gioiello di Cupertino: sembra troppo simile a quello dell’iPhone 4 e dell’iPhone 4S. Il sospetto è una certezza: con Steve Jobs sarebbe stata un’altra cosa

Steve Jobs

iPhone 5 è realtà e dopo una lunga attesa è arrivato: è quello che tutti si aspettavano, eppure qualcosa manca. Le previsioni erano corrette praticamente al 100%: niente NFC, niente processore quadcore, nuovo connettore e nuovo schermo da 4” in formato 16:9. Anche se qualcuno ci sperava ancora era davvero impossibile non credere alle centinaia di foto e mock-up apparsi in questi mesi sul web che mostravano, pezzo per pezzo, il nuovo smartphone.

Apple progetta e ingegnerizza, aziende esterne producono: con una catena produttiva come quella di Apple è davvero impossibile mantenere un segreto, soprattutto se si sta parlando di un prodotto che, essendo acquistabile tra 10 giorni, è andato in produzione ormai da diverse settimane.

Il nuovo iPhone è un prodotto chiave, il primo vero “test” dell’era Cook: secondo l’azienda è un prodotto pensato e creato direttamente da Steve Jobs, l’ultimo grande “capolavoro”, mentre secondo i più scettici Steve Jobs si sarebbe decisamente opposto alle due grandi novità, schermo 16:9 e nuovo connettore. Forse, insistendo, avrebbe accettato il nuovo connettore ma il cambio dello schermo proprio no.

Apple ci racconta, come sa abilmente fare, che lo schermo più grande è stato realizzato e pensato proprio per le mani dell’uomo e offre più spazio alle applicazioni. Il 16:9 non l’ha certo inventato Apple, anzi, Apple è proprio l’ultimi arrivata e si è sempre tenuta lontano da questo formato.

Il cambio di schermo costringerà gli sviluppatori a rivedere tutte le loro apps: i più volenterosi lo faranno, gli altri non muoveranno un dito tanto le applicazioni funzionaneranno ugualmente con le bande nere ai lati. Sembra di essere tornati a parlare di 4:3, 16:9 e pan&scan: abbiamo odiato le bande nere sulla TV per anni e ora tornano, come il peggiore degli incubi, su uno smartphone. Difficile dire se lo schermo 16:9 sia stata davvero una scelta o una necessità: propendiamo più per la seconda.

Un interrogativo si aggira come uno spettro sulla testa dell’azienda di Cupertino: Apple ha perso il suo tocco magico e la sua capacità di innovare? Senza Steve Jobs è venuto fuori un bellissimo prodotto che però manca qualcosa, si è rivelato prevedibile sulla base di quelle che erano le previsioni e le attese e che, insomma, non ha saputo sorprendere con quel tocco in più che il genio di San Francisco sapeva dare.

Le prime opinioni – come  spiega il portale specializzato “DDay.it” – , non sono certo positive: a caldo quasi tutti bocciano il nuovo smartphone. Ma forse il tempo porterà consiglio e domani l’iPhone 5 verrà rivalutato sotto una nuova luce. Anche perchè, volendo fare un esercizio mentale e restando nel campo del “possibile” è difficile anche pensare ad uno smartphone migliore.

C’è chi critica il design, troppo simile a quello dell’iPhone 4 e dell’iPhone 4S: la linea dell’iMac in alluminio è uguale praticamente dal 2007, e la stessa cosa si può dire per quella dei Macbook Pro ed Air. Non esiste una regola secondo cui ad ogni generazione il design deve cambiare, soprattutto se è un design che piace. L’iPhone 4S era forse troppo spesso, troppo pesante e soprattutto delicato con il vetro posteriore, tutte cose che con il nuovo iPhone 5 Apple ha sistemato.

Niente quadcore? Ancora non si conoscono le specifiche del nuovo processore A6, tuttavia se fosse stato quadcore Apple l’avrebbe sicuramente usato come argomento forte di marketing. Il nuovo SoC A6, salvo smentite, dovrebbe essere un dual core ma potrebbe essere basato su architettura Cortex A15 al posto della tradizionale Cortex A9, e qui si spiegherebbero consumi ridotti e potenza migliorata.

Lato connettività c’è tutto quello che ad oggi è possibile inserire, dall’LTE al Bluetooth 4.0 al Wi-fi sui 5 Ghz, con un sistema di gestione intelligente delle antenne. Non è neppure troppo criticabile l’assenza dell’NFC: ad oggi anche sui terminali che ne sono dotati è una delle funzionalità più inutili, e soprattutto richiede una antenna che occupa gran parte della zona posteriore che non deve schermare il segnale. Alzi la mano chi avrebbe barattato un retro in plastica per avere in più l’NFC.

Apple promette anche una fotocamera migliorata, ma anche qui dobbiamo già considerare un piccolo miracolo il fatto di essere riusciti a mantenere, se non a migliorare, le performance della fotocamera dell’iPhone 4S con un modulo molto più sottile. L’unica vera innovazione sarebbe stata la stabilizzazione ottica, ma ci ha già mostrato Nokia la scorsa settimana come ad oggi questa tecnologia sugli smartphone non è implementabile se si vogliono tenere dimensioni super compatte. E il modulo fotografico dei nuovi Lumia 920 è grosso 6 volte tanto quello del nuovo iPhone 5.

A rendere l’iPhone 5 uno smartphone migliore del modello precedente ci sono anche tanti altri piccoli dettagli, dai tre microfoni per la cancellazione del rumore di fondo all’audio ad ampia banda: sono piccole cose ma trattandosi di un apparecchio che dovrebbe servire soprattutto per telefonare assumono un certo valore.

Certo, non tutto è perfetto: così come lo schermo 16:9 non può piacere allo stesso modo il nuovo connettore “Lightning” non sembra essere una vera rivoluzione. E’ più piccolo, robusto e si infila da entrambi i lati ma rimane USB 2.0 e soprattutto richiede un adattatore se si vogliono usare i vecchi accessori, adattatore che costa ben 29 euro. Adattatore che poi va bene per molti scopi, ma se lo usiamo su certe docking il risultato rischia di essere esteticamente pessimo.

Apple al momento ha a catalogo solo il cavo USB – Lightning, l’adattatore da 30 pin a Lightning e un cavo di prolunga adattatore: non esiste il Digital AV Kit, quello che fornisce l’HDMI, pertanto chi vuole l’uscita HD deve comprare il vecchio kit e l’adattatore, 69 euro in totale. (update: Apple ha annunciato da qualche ora un adattatore Lighting – HDMI)

Apple non doveva stravolgere il suo smartphone, e i successi di vendita gli danno ragione. Samsung ha guadagnato terreno in questi mesi ma l’iPhone 4S, che da stasera è vecchio, riesce senza problemi a tener testa ai migliori smartphone Android, Galaxy S III incluso.

Nel settore degli smartphone e dei tablet, dove la tecnologia sta galoppando a ritmi vertiginosi, è davvero impossibile oggi stupire. Si possono trovare idee geniali, form factor nuovi, ma siamo lontani dai tempi delle vere rivoluzioni come lo fu il display Retina tre anni fa. Gli schermi flessibili, i processori a 8 core e i sensori da 40 megapixel esistono ma sono più inutili che innovativi, e quello che serve davvero per un buon smartphone è un giusto mix tra potenza hardware, applicazioni e servizi. E qui è davvero difficile criticare Apple.

In una cosa Apple poteva essere davvero magica, un’altra volta: il prezzo. Il nuovo iPhone 5 a meno di 500 euro avrebbe messo tutti d’accordo: la vera innovazione è rendere disponibile questa tecnologia ad un pubblico sempre più ampio.

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