L’avvocato, ex parlamentare di Fi contro il Capo dello Stato: “ha tentato di interferire nell’attività dei Pm di Palermo che indagano sulla trattativa ‘Stato-mafia. Lesa l’autonomia e indipendenza della magistratura”

l’avv. Carlo Taormina

“Il presidente della Repubblica Giogio Napolitano ha attentato alla Costituzione”. E’ l’accusa dell’avvocato penalista ed ex parlamentare nazionale di Forza Italia Carlo Taormina nei confronti del Capo dello Stato che avrebbe “tentato di interferire nell’attività dei magistrati di Palermo che stanno indagando sulla trattativa ‘Stato-mafia”.

Taormina, in un esposto-denuncia, sostiene che Napolitano, con la telefonata partita dal Quirinale verso il Pg della Cassazione Vitaliano Esposito e con la decisione di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta, “ha compromesso i principi di autonomia e indipendenza della magistratura” palermitana.

“Essendo stati violati non solo precetti costituzionali ma principi strutturali e portanti della Costituzione Repubblicana – scrive ancora Taormina – non è dubbia la configurazione del delitto di attentato alla Costituzione da parte del Presidente della Repubblica”.

La denuncia del penalista sarà esaminata dal Comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa, l’organismo parlamentare che si occupa di esaminare eventuali denunce o esposti contro il capo dello Stato.

Secondo indiscrezioni, il Comitato sarebbe orientato ad archiviare il caso perchè la denuncia “sarebbe fondata solo su alcune ricostruzioni giornalistiche”.

Ma ci sono anche altri interventi in tema in queste ore. E il pm Antonio Ingroia è tornato a difendersi dall’accusa di rilasciare “troppe dichiarazioni” ai media.

“Rivendico il mio diritto a partecipare ai dibattiti, chiunque sia ad organizzarli, nei quali si discute di temi che non hanno a che fare con la mia attività di magistrato. In questo caso si trattava di un confronto sulla mafia e sullo stragismo in Italia. Saranno vent’anni che partecipo a tavole rotonde del genere, come lo stesso Caselli che era con me, e non vedo che cosa ci sia di strano. Se c’è un anomalia sono alcune reazioni critiche, queste sì polemiche, che rivelano un arretramento politico culturale su un tema cruciale come quello della manifestazione del pensiero anche da parte di un magistrato”.

“Se Napolitano ha da risentirsi verso i Pm? Nei miei confronti e in quelli della procura di Palermo direi proprio di no. Dopodiché, ovviamente, com’è normale in un dibattito in cui ognuno parla per sé, ciascuno risponde delle proprie dichiarazioni e non di quelle altrui”.

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