Giovedì sera seduta d’urgenza del Civico consesso per discutere l’adesione alla società d’ambito che la Regione vuole imporre anche a Taormina. Raneri: “ingerenza demenziale e inaccettabile nelle scelte della nostra città”

Eugenio Raneri

Convocazione d’urgenza per il Consiglio comunale. Il presidente Eugenio Raneri ha infatti fissato una seduta di Civico consesso per giovedì per giovedì 13 settembre e all’ordine del giorno c’è un solo argomento, inserito appositamente per la necessità di dirimerlo in fretta: “Costituzione Società Consortile per azioni, denominata “Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti A.T.O. n. 15″ — Approvazione statuto e atto costitutivo. Autorizzazione al legale rappresentante dell’Ente alla sottoscrizione. Diffida ad adempiere. Commissario Straordinario D.A. n. 1478 del 3/9/2012”.

A Palazzo dei Giurati è infatti arrivata una diffida, da Palermo, ed un commisario ad Acta (come per altro in vari altri Comuni dell’isola).

La presunta “colpa” del Comune sarebbe quella di non aver deliberato l’adesione all’Ato rifiuti voluta dalla Regione, e sulla quale invece il Consiglio ha preso atto lo scorso mese di una situazione convulsa e quanto mai incerta. Il Consiglio taorminese aveva inserito all’odg il punto lo scorso 9 agosto ma, come detto, prevalse la prudenza nel non deliberare sull’argomento nè quindi per l’adesione, tenendo conto dell’intervento di un Commissario dello Stato che ha impugnato la legge sugli Ato sostenuta dal governo Lombardo. Ora è arrivato un funzionario che ha “commissariato” su questi punto il Civico consesso.

E c’è forte disappunto in Comune per questo pressing della Regione. Si vorrebbe a Taormina autonomia decisionale e procedurale, in una delicata fase oltretutto nella quale si sta valutando quale soluzione adottare per la futura gestione del servizio a Taormina.

“La normativa – spiega il presidente Raneri, che non nasconde il suo malumore su questa vicenda – va rispettata per quanto concerne gli ambiti teritoriali ed il conferimento in discarica, ma quanto vorrebbe imporre in questo caso la Regione è demenziale e intollerabile. Quest’iter assunto dal Governo regionale e già impugnato da un Commissario dello Stato, andrebbe subito revocato, e sarebbe opportuno che i candidati alla presidenza della Regione dicano con chiarezza la loro su questa problematica”.

“I Comuni – continua Raneri – devono poter scegliere e agire in piena autonomia, senza essere costretti ad aderire ad una società d’ambito i cui costi, in base a quanto previsto dalla Giunta regionale, dovrebbero essere ripianati poi proprio dai Comuni e con pesanti ricadute in termini economici sulle tasche dei cittadini (vedi Tarsu e Tia). Il Consiglio comunale di Taormina è pronto ad impugnare, quindi, in ogni sede atti che vadano a ledere l’autonomia gestionale ed economica dell’ente locale. Stiamo elaborando un documento che conferisce mandato al sindaco per muoversi in tal senso e opporsi a questa inaccettabile intromissione della Regione nell’attività amministrativa del Comune di Taormina”.

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