Sono trascorsi undici anni dall’11 settembre 2001 ma resta ancora un enigma stralcolmo di anomalie inquietanti la verità – quella effettiva e non taroccata -sui fatti di una data che ha sconvolto il mondo.

Coloro che in questi anni hanno sostenuto una versione alternativa a quella convenzionale dei fatti sono stati definiti “complottisti” e tacciati di essere dei “visionari”, ma l’attenta e scrupolosa ricostruzione da più parti operata sul presunto attacco all’America ha ormai svelato in modo impietoso e inequivocabile che le cose non sono andate come vorrebbero farci credere.

Si può continuare a credere o sostenere che sia stato un attentato all’America o piuttosto sono stati proprio i poteri forti a pianificare il più diabolico e sanguinario complotto del nuovo millennio? I motivi per ritenere che la verità stia in quest’ultima tesi ci sono davvero tutti e li ha spiegati in modo esaustivo e condivisibile Enrico Giardino in un approfondimento su questo blog.

Quante incongruenze nelle dinamiche dell’11/9: dalla caduta delle Torri Gemelle che appare piuttosto frutto di una maldestra demolizione controllata, per arrivare all’identità ancora incerta degli attentatori (alcuni dei quali addirittura sono in vita), e persino la simulazione al computer di vittime mai esistite.

Riflettiamo bene sui piloti dirottatori dell’11 settembre: erano davvero così esperti da poter compiere le difficili manovre effettuate in un raggio visivo certamente complesso? O si trattava, piuttosto, di sprovveduti che non potevano essere in grado di guidare gli aerei sui loro bersagli e mettere in atto tali manovre?

Le varie tv impegnate quel giorno nella diretta della strage mostrano strane immagini, con molte anomalie e analogie inquietanti nelle angolature e nella stessa dinamica visiva dei fatti. E c’è addirittura chi sostiene che i veivoli andati ad impattare contro le torri non siano stati aerei di linea bensì mezzi telecomandati: solo fantascienza o c’è qualcosa di incredibilmente vero?

Proviamo a fare il punto. Dunque, a vedere i filmati i dirottatori hanno mostrato di aver pianificato tutto alla perfezione, e di conoscere gli aerei in ogni dettaglio immaginabile.

Di conseguenza, con una padronanza capillare delle procedure aereonautiche, avrebbero spento i transponder mandando in crisi di confusione il sistema, e conoscendo gli aerei sembra siano stati in grado di usare il pilota automatico per dirigersi verso i bersagli. E con una sin troppo esatta padronanza della rete delle radioassistenze, soprattutto, sono riusciti a raggiungere e centrare i bersagli senza alcun problema.

Proprio dalla lettura dei dati della scatola nera del volo UA93, precipitato in Pennsylvania, si ricava che dopo il dirottamento il sistema di navigazione fu riprogrammato inserendo i dati relativi a Washington, e queste non sono azioni da “piloti della domenica”.

Atta centrerà la Torre Nord (riconoscibile dalla enorme antenna televisiva) con millimetrica precisione, esattamente al centro e con l’aereo livellato.

Al-Shehhi invece per poco non manca la Torre Sud: la colpisce di lato riallineando l’aereo con una virata disperata.

Hanjour, che sembra essere con i suoi cinque anni di esperienza il più preparato pilota del gruppo, compie un “perfetto atterraggio” contro il Pentagono, dopo aver fatto una virata in discesa di 270°.

Jarrah, di cui esistono i grafici del Flygth Data Recorder, mostra di saper padroneggiare benissimo l’aereo. Sale e scende di quota, inserisce i dati del bersaglio nel pilota automatico. Precipita per la reazione dei passeggeri.

In definitiva come hanno potuto colpire in pieno le torri gemelle a 900 kmh, velocità impossibile per quell’altitudine per un Boeing? Una missione complicatissima persino per piloti professionisti, quasi impossibile anche nei casi di eventuale supporto con aiuto esterno.

Due aerei con struttura in alluminio vengono letteralmente inghiottiti da due solidissimi edifici con struttura in acciaio come il WTC1 e il WTC2, entrandovi completamente con la stessa facilità con cui un coltello taglia il burro. E’ possibile?

Nessun segno di compressione, di rottura, nessuna riduzione di velocità, le ali non si spezzano e l’esplosione inizia solo dopo la completa penetrazione dell’aereo nell’edificio. Le più elementari regole della fisica sembrano sovvertite ed anzi svanite nel nulla la mattina dell’11 settembre.

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