Il leader del partito centrista: “ora è il momento di restare uniti”. Replica sul sito di Italia Futura: “più che un fritto una ribollita. Trasformismo, compreso Udc”

Luca Cordero di Montezemolo e Pier Ferdinando Casini

Non è il momento di dividere, l’Udc lavora per unire. All’indomani dell’attacco di Italia Futura al progetto di una lista per l’Italia lanciata a Chianciano, Pier Ferdinando Casini abbandona il sarcasmo con cui ieri aveva replicato all’associazione che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo (una foto sua e di Lorenzo Cesa accanto a un treno ‘Italo’ e la frase “E’ la concorrenza, bellezza”) e lascia la porta aperta al dialogo. Il sito del presidente della Ferrari, però, non gli ricambia la cortesia insistendo nelle critiche e pubblicando “alcuni dei tantissimi commenti degli iscritti alla comunità di Italia Futura all’editoriale ‘La pesca a strascico di Casini e i docili tonni della società civile'”.

Se tre indizi fanno una prova, insomma, basta mettere insieme dichiarazioni ufficiali e indiscrezioni circolate in queste ore per raccontare della crisi fra Casini e Montezemolo. Perché se ItaliaFutura non salva quasi nulla della convention centrista di Chianciano, l’ex presidente della Camera ‘posta’ su Twitter una foto del treno Italo che sa di beffa, perché richiama alla “concorrenza”, a patto che valga in tutti i campi. Il terzo indizio è il racconto di tensioni sotterranee fra i due, di una ‘contesa’ silenziosa per ‘conquistare’ Emma Marcegaglia. E, soprattutto, della sfida per il ruolo di federatore dell’area di centro, che nelle intenzioni di Casini e Fini dovrebbe chiamarsi ‘Lista per l’Italia’.

La “coppia che scoppia” ancor prima di iniziare la convivenza in realtà vive da anni rapporti alterni. Gianfranco Fini, fra i big dell’area centrista, coltiva da anni un rapporto stretto con Montezemolo, ma è con Casini che il numero uno Ferrari gioca in queste settimane una guerra di posizione in attesa che il quadro del 2013 vada delineandosi. Pier Ferdinando e Luca non hanno mancato di discutere di politica e futuro nelle ultime settimane, telefonicamente ma anche con incontri riservati. Eppure i due non sembrano aver raggiunto un punto d’incontro, visto che hanno deciso di dar vita a due cantieri. Per restare in metafora, sullo stesso terreno edificabile.

Uno dei punti di massima frizione, giurano ora alcune fonti dopo che la tensione si è manifestata pubblicamente, pare sia stato raggiunto a causa della partecipazione di Marcegaglia all’appuntamento di Chianciano. C’è chi racconta, ma mancano conferme ufficiali, di pressioni su Marcegaglia affinché evitasse di prendere parte alla convention. La grande accoglienza riservata all’ex leader confindustriale avrebbe fatto il resto. Secondo alcune fonti centriste anche Montezemolo sarebbe stato invitato all’evento, ma avrebbe preferito assicurare la partecipazione di Nicola Rossi. Il quale, alla fine, si è limitato a inviare solo un messaggio di saluto.

E poi c’è la partita per il ruolo di “gran federatore”. Casini, pare affiancato fra gli altri anche da Fini, ha compiuto un passo importante in questa direzione. Attirando le critiche di Italia Futura. Parole pesanti come pietre, in effetti: da Chianciano sono usciti “messaggi che appaiono sommamente confusi”, un “fritto misto che non serve all’Italia”, solo “buone intenzioni” ma “a parole”. Un intervento durissimo, quello del think thank montezemoliano, rivolto anche ai “ministri accorsi a Chianciano”: perché non prendere tempo “per capire la reale concretezza dell’operazione prima di spendere il loro piccolo o grande patrimonio di credibilità?”.

Come risponde l’Udc? Casini posta una sua foto: sigaro, sorriso e treno Italo alle spalle, ma soprattutto un richiamo a quella “concorrenza” che deve valere nei trasporti come in politica. A Cesa invece il compito di rivendicare il successo di una convention, “unica novità politica di questi mesi”.

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