Nei dispositivi Apple, iCloud è una tecnologia di sincronizzazione contenuti. Per Amazon la nuvola è un abilitatore non solo del commercio elettronico di contenuti digitali ma anche di servizi sofisticati

Kindle Fire Hd

Amazon lancia la sfida del cloud e il suo non è solo un salto verso l’elettronica, ma il tentativo di evoluzione di un gigante della logistica in media company.

“Vogliamo fare i soldi quando le persone usano i nostri device, non quando li comprano”. La filosofia del numero uno di Amazon Jeff Bezos è nel concetto di piattaforma. L’evento di giovedì scorso a Santa Monica non ha rappresentato solo il lancio di un lettore per ebook e di una nuova famiglia di tablet, ma il punto di arrivo di una azienda che è nata con il commercio elettronico vendendo libri, si è allargata ad altre categoria merceologiche, è passata poi ai beni digitali, ai servizi di cloud fino ad arrivare a produrre i propri device.

E’ tutta qui la vera differenza tra il nuovo Kindle Fire Hd e l’iPad: nelle origini delle due aziende, nel mondo dal quale provengono. Jeff Bezos per quanto si sia occupato a lungo di computer science si è dedicato ai network e al commercio. Steve Jobs invece è stato nell’elettronica fin dall’inizio, un maniaco del design e del prodotto. I loro tablet riflettono queste differenti personalità. A partire dai servizi cloud.

Nei dispositivi Apple, iCloud è una tecnologia di sincronizzazione dei contenuti. Per Amazon la nuvola è un abilitatore non solo del commercio elettronico di contenuti digitali, ma anche di servizi sofisticati. Una tecnologia insomma scalabile in termini di storage e applicazioni che probabilmente nei prossimi mesi sarà messa a disposizine del nuovo Kindle Fire Hd.

Schermo sempre più ottimizzato per la lettura: tra le novità più interessanti c’è il display per e-reader del nuovo Kindle Paperwhite (per ora solo per il mercato Usa). Una luce frontale brevettata a led bianchi per la lettura in tutte le condizioni di illuminazione ha cancellato il grigino tipico della tecnologia e-ink. Un effetto bianco illuminato che dimostra il focus di Amazon sulla lettura, il vero valore aggiunto rispetto agli altri tablet. Anche lo schermo del Kindle Fire Hd mantiene la stessa vocazione. Amazon ha introdotto ulteriori innovazioni che riducono i riflessi e migliorano la saturazione cromatica guardando lo schermo da ogni angolazione.

Tecnologia Ips (in-plane switching), risoluzione 1280×800 pixel, un filtro di polarizzazione Advanced True Wide che promette di ridurre del 25% i riflessi da luce del sole rispetto all’iPad 3.

Da un punto di vista tecnologico – come evidenziato dal “Sole 24 Ore” – non si può però azzardare un paragone con il display retina, le due tavolette hanno dimensioni differenti. Sulla carta quello di iPad pare più perfomante, (più bello) e più adatto ai contenuti multimediali.

E poi una connessione Wi-fi più potente. L’altra importante innovazione del Kindle Fire Hd è legata alla connessione Wi-Fi che Amazon sostiene essere più veloce di qualsiasi altro tablet. La tavoletta di Amazon utilizza una doppia antenna Wi-Fi dual-band di ultima generazione che può automaticamente passare dalla rete a 2,4 GHz alla meno affollata a 5 GHz, aumentandone la portata e diminuendo le interferenze. Inoltre, le due antenne e la tecnologia Multiple In/Multiple Out (Mimo) permettono lo streaming simultaneo dei dati e di conseguenza meno interruzioni di connessione. Il risultato, sostiene la società di Seattle, si palesa con download e streaming più rapidi del 40%.

Da segnalare, inoltre, una piattaforma inter-operabile. L’altro punto di forza della piattaforma Amazon è l’interoperabilità. Si possono leggere i propri libri su un ampio numero di dispositivi e piattaforme, tra cui qualunque Kindle oltre a iPhone, iPad, dispositivi Android, Mac o pc. Il back-up degli eBook Kindle viene automaticamente effettuato su Cloud, così non si rischia mai di perderli. Inoltre la tecnologia Whispersync di Amazon sincronizza l’ultima pagina letta su tutti i dispositivi, in modo da poter riprendere la lettura dove la si è interrotta. E ora anche i videogiochi.

Ma è proprio nell’interpretazione della tecnologia del cloud computing che si misura la distanza tra Apple e Amazon. Per Steve Jobs l’iCloud serve sostanzialmente per sincronizzare i contenuti. Per Jeff Bezos è una piattaforma scalabile non solo per il download di contenuti, ma anche per offire nuove applicazioni (in prospettiva). Su questo terreno competitivo, sicuramente, si confronteranno i mondi diversi di Apple e Amazon.

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