Lo sciame sismico delle scorse ore è un altro segnale che fa temere la popolazione: l’uomo persevera nell’assalto scriteriato al territorio. E’ chiara adesso la necessità di quel piano d’emergenza che ancora oggi non c’è?

sciame sismico venerdì scorso ai Campi Flegrei

Lo sciame sismico con più di cento scosse registratosi venerdì nella zona di Pozzuoli, il più grande degli ultimi anni, riaccende i riflettori sulla zona della complessa caldera vulcanica dei Campi Flegrei.

L’evento rafforza ancora di più i presupposti che hanno portato alla costituzione del nostro comitato – Comitato Civico “Salviamo i Campi Flegrei – Terra Nostra” – per il “no alle trivellazioni” e cioè la necessita di un “Piano di Emergenza Nazionale della Protezione Civile” per l’area. È giusto sottolineare che in questa occasione non è in discussione la relazione tra il fenomeno e le trivellazioni che non hanno ancora raggiunto profondità allarmanti ma il panico della popolazione dimostra che siamo di fronte ad una condizione di mancanza di sicurezza assoluta per un’area di densità popolativa altissima che comprende diversi comuni dell’area flegrea che in casi di terremoti importanti o addirittura eruzioni non saprebbero ovviamente come comportarsi.

Pertanto ribadiamo con forza la nostra richiesta di un piano nazionale che coinvolga tutti i sindaci della zona e la protezione civile e senza del quale è da cancellare ogni proposito di future trivellazioni a profondità maggiori che si inserirebbero nello scenario di un rischio sottovalutato.

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