Il partito di Berlusconi, secondo Datamonitor, sale al 22%, Pd fermo al 18%. Udc al 10%, Grillo perde il 3% 

sondaggio Datamonitor sulle elezioni regionali in Sicilia

Nuovo sondaggio in vista delle elezioni regionali. Il dato che colpisce stavolta è quello del Pdl. Il partito di Berlusconi, secondo le rilevazioni di Datamonitor per Blogsicilia, è il primo nell’isola con un incremento nelle intenzioni di voto del 2% rispetto al primo test effettuato la scorsa settimana.

Il Pdl viene dato al 22% – dato che non convince alcuni osservatori politici soprattutto nel confronto con i risultati raggiunti alle scorse amministrative di Palermo, area in cui la flessione è certamente più evidente che altrove – seguito dal Pd che raggiunge, secondo le intenzioni di voto raccolte dall’istituto di rilevazioni di Michelangelo Tagliaferri – il 18% dei consensi, stabile rispetto alla scorsa settimana. Bocce ferme anche per il partito dei siciliani che conferma il suo 12% e per l’Udc che raccoglie il 10% delle preferenze.

Nel sondaggio Datamonitor calano invece i risultati elettorali dei Grillini dati all’8% contro l’11 della precedente rilevazione. Tutti gli altri partiti vivacchiano raggiungendo il 5% Grande Sud, in flessione rispetto al 6% del primo sondaggio e restando sotto la soglia di sbarramento che aprirà le porte dell’assemblea regionale siciliana tutti gli altri: La Destra, partito di Musumeci, è al 4% in crescita di un punto e mezzo percentuale dalla scorsa settimana.

Pid mantiene il 4%; Fli il 2%; la Federazione della Sinistra perde mezzo punto passando dal 2% all’1,5; Sel, il partito che esprime il candidato sostenuto anche da Idv, si ferma al 3,5% mentre il partito di Di Pietro – fuori dall’Ars come Sel – passa dal 5% dei voti al 4,5% delle intenzioni di voto. Del blocco di partiti di sinistra, i Verdi portano a casa appena lo 0,5%.

Quindi un indistinto altro fra le varie liste a supporto dei candidati indipendenti racimola il 5% dei voti.

Altissimo come nella prima rilevazione Datamonitor il dato relativo agli indecisi che toccano quota 46,3% fra non voto, scheda bianca o nulla.

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