Saverio Romano, leader di Pid, è soddisfato dei primi sondaggi: “la gente sta apprezzando Nello Musumeci”. Appello a Miccichè: “sei ancora in tempo per ripensarci”

Saverio Romano

“I sondaggi di questo giorni, che vedono Musumeci in testa tra i contendenti alla presidenza della Regione ancor prima che questi iniziasse la sua campagna elettorale la dice lunga sull’apprezzamento dei siciliani nei confronti della persona”. Ne è fermamente convinto Saverio Romano, segretario nazionale del Pid che, insieme a Cantiere Popolare, correrà al fianco di Musumeci nelle prossime elezioni regionali. I dati a cui Romano fa riferimento sono quelli relativi ad un rilevamento di Datamonitor che vedrebbe il candidato sostenuto da Pid-Cantiere Popolare. La Destra e Pdl in testa forte di una preferenza del 31 percento contro il 27 percento del principale avversario, Crocetta, il 20 percento di Gianfranco Micciché ed i possibili outsider Claudio Fava e Giancarlo Cancelleri, rispettivamente dati al 10 ed all’8 percento.

Anche riguardo gli avversari – come riporta Livesicilia – l’ex ministro ha le idee chiare. “Micciché – dice Romano – è ancora in tempo per raggiungerci nella coalizione di centrodestra. Siamo esterefatti per la sua scelta di allontanarsi per semplice ripicca nei confronti del Pdl. L’Udc, invece, ha voluto svendere il residuo dei valori per i quali era apprezzato, scelta che avevo previsto già due anni fa, per allearsi con degli rivali storici con una visione della società diversa dalla loro. Ad esempio, non vedo come personaggi così diversi come Lumia e D’Alia possano avere la stessa visione delle cose, ma a questo la risposta la daranno gli elettori”.

E tornando alle proiezioni di Datamonitor. “L’opinione emersa dai sondaggi – conclude il leader del Pid-Cantiere Popolare – all’alba della campagna elettorale e prima della pubblicazione delle liste, rispecchia l’opinione che la gente ha del candidato. Evidentemente hanno condiviso la nostra linea che prevede l’azzeramento delle consulenze e la pulizia delle liste per rimettere in piedi una certa deontologia della politica”.

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