Pandemonio nel Movimento 5 Stelle dopo il fuorionda del consigliere regionale dell’Emilia Romagna: “da noi la democrazia non esiste, c’è il rischio di implosione”

Giovanni Favia

Acque agitate tra i grillini. Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Giovanni Favia, del Movimento 5 Stelle, in un fuorionda trasmesso da “Piazza pulita” su La7, ha attaccato il leader Beppe Grillo: «Da noi la democrazia non esiste, c’è il rischio che il movimento esploda». E sul guru del movimento Casaleggio: «Decide da solo, in rete non si può più parlare».

Su twitter e facebook immediate le reazioni ed è esplosa subito la polemica.

“E adesso vi dico la verità, altro che libertà e partito non leader. In M5S non c’è più libertà, Casaleggio prende per il culo tutti, da noi non c’è più libertà”. Sono bastate queste parole per scatenare un putiferio. Stavolta, insomma, la carriera politica di Favia, 30 anni, grillino della prima ora, il primo eletto (2010) nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna, sembra finita per sempre. Oppure no, oppure forse è la svolta che cerca.

Il giovane grillino, già entrato più volte in rotta di collisione con Grillo per via della sua esuberanza che mal si concilia con il leaderismo del comico e l’organizzazione rigida del guru Casaleggio, ha fatto dichiarazioni a di poco dure ai microfoni di Piazza Pulita. E la rete è impazzita. Non è azzardato dire che si tratta del fatto politico della giornata. Favia è stato in agosto al centro dello scandalo perchè ha pagato con i soldi della regione alcune interviste nei talk show sulle tv locali. La troupe di Piazza Pulita è andata ad intervistarlo di nuovo.

Nella prima parte del servizio mandato in onda Favia racconta cose note e scontate, del tipo che “M5S è un movimento libero, che non ci sono interferenze”, insomma una vera associazione democratica. L’intervista finisce. I microfoni si spengono. Favia se ne accerta. Ma i microfoni restano aperti. E il consigliere regionale grillino aggiunge: “E adesso vi racconto la verità, altro che libertà, Casaleggio prende per il culo tutti, controlla tutto con i suoi infiltrati, nel Movimento vige il terrore…”.

Sull’hastag “#Piazzapulita”, tra le pagine quindi di Twitter, stanno circolando i commenti più severi. Sarà difficile questa volta, anche per Grillo e Casaleggio, mettere a tacere la rete.

In ogni caso, il web è l’unico rivelatore attendibile dello sciame sismico seguito alla trasmissione Piazza Pulita.

Favia ha già ritrattato, non del tutto, ma quanto basta per rimettere il mandato nelle mani dei suoi elettori. Sollevando, peraltro, i capi dall’ingrato compito di espellerlo dal movimento. L’intrusione momentanea del mezzo televisivo nella vita tutta digitale di M5S è stata un terremoto. La rete resta però l’unico rilevatore attendibile sull’intensità di uno sciame sismico che ha investito i grillini nel momento della loro masssima ascesa politica. Più del fuoco di sbarramento allestito dai tremebondi partiti tradizionali.

Casaleggio ha affidato a un breve post sul sito ufficiale tutta la sua (e di Grillo) distanza da certe pratiche politicanti. “Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai definito le liste per le elezioni comunali e regionali. Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma comunale o regionale. Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai dato indicazioni per le votazioni consigliari, né infiltrato persone nel Movimento Cinque Stelle.” Per Favia nemmeno un accenno. Sembra non esistere. Ma in rete esiste eccome. Eretici contro ortodossi si sfidano sui social network. Il bubbone della democrazia interna è scoppiato. Da qualsiasi punto di vista lo si guardi è un bene.

Centinaia di militanti hanno messo al muro virtuale il “traditore” Favia, accusato senza mezzi termini di aver barato (“Poverini, ma davvero credete che non fosse d’accordo?”). Lui si difende come può. “La colpa è mia. Due anni in mezzo agli squali non mi hanno fatto crescere sullo stomaco tutto quel pelo che serve per reggere la pressione che c’è oggi intorno al Movimento. I militanti dell’Emilia-Romagna valuteranno le mie dimissioni”.

Nel movimento però iniziano a mettere in fila gli episodi spiacevoli: prima i soldi per farsi intervistare in tv, poi i fuorionda nei talk show. Non è che siamo come tutti gli altri, si chiede qualcuno terrorizzato…

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