Si tratta di “sindrome da disperazione”, quella che affligge gli italiani dopo le ferie e deriva dalla crisi economica, che influisce principalmente sui giovani

italiani in crisi

Tanti italiani hanno rinunciato a qualche giorno di ferie per motivi economici. Dopo questa estate torrida, non scatta una depressione post-vacanze, bensì una disperazione correlata alla crisi. Gli italiani, dunque, legano molto il proprio umore alla disoccupazione che affligge l’intero Stivale nonché allo spread di cui si sente tanto parlare. Gli sbalzi atmosferici, dunque, incidono ben poco sul malumore. Come spiega a Labitalia Alfio Cascioli, psicologo del lavoro e uno dei massimi esperti in materia di strategie motivazionali, ”I rientri dalle vacanze spesso e volentieri portano un po’ di depressione, perché la vacanza è un momento particolare dell’anno in cui più o meno ci si sgancia dai problemi di tutti i giorni”.

La depressione emerge al rientro, quando si ritorna a contatto con i problemi di tutti i giorni: come sottolinea Cascioli, “il rientro al lavoro, nella quotidianità, nei rapporti di tutti i giorni, con la famiglia e i figli, porta sempre con sè un pò di depressione. Quest’anno, però, più che con segni di depressione, credo che si tratti di un rientro con tratti di ‘disperazione’, perché la situazione nell’ambiente lavorativo è tragica, nel senso che sono tantissimi coloro che hanno perso il posto di lavoro, ci sono centinaia e centinaia di famiglie che non sanno come arrivare alla fine del mese“.

Sindrome da disperazione, questa la diagnosi relativa al malumore degli italiani: lo psicologo afferma, infatti, che molte persone hanno il timore di perdere il proprio posto di lavoro e di affrontare difficoltà economiche insormontabili, senza un reddito base. “I giovani praticamente in questo momento – fa notare Cascioli – non hanno speranze, in Italia ci siamo ‘bruciati una generazione intera’. In questa situazione, pensare a come possa influire la variabilità del tempo è come pensare alle fate”.

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