Sarà costituito alla Provincia di Messina un tavolo tecnico per affrontare l’emergenza rete fognante al collasso. Il mare della zona jonica invaso da liquami

scarichi in mare

E’ imminente l’avvio di un tavolo tecnico d’urgenza alla Provincia di Messina per affrontare l’emergenza riguardante la situazione della rete fognante del comprensorio di Taormina. Da Alì a S. Alessio per arrivare a Letojanni, Taormina e Giardini, le acque della zona jonica presentano anche in queste ore lo scenario deprecabile di un mare di melma, con grave danno di immagine, ambientale ed economico per il comprensorio.

La questione dovrebbe essere affrontata adesso a Palazzo dei Leoni, dove il consigliere provinciale Udc, Matteo Francilia, è tornato a sollecitare ieri in tema il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto. Quest’ultimo dovrebbe procedere in settimana entrante alle convocazioni ufficiali delle parti: ovvero i Comuni dell’hinterland ed il Consorzio Rete Fognante. I bagnanti vanno via, le mamme hanno paura per i loro figli: è un fine estate che rischia insomma di lasciare il segno.

“Bisogna fare in fretta nel discutere la questione, capire qual’è l’esatto stato delle cose – spiega Francilia – ma soprattutto per avviare delle iniziative che in termini concreti garantiscano l’efficienza e la funzionalità della rete consortile. Il danno prodottosi nelle recenti settimane riguarda rischi per la salute dovuti all’inquinamento del mare e c’è il danno economico poiché un mare sporco causa una diminuzione del pescato, riduce il numero di turisti con minori introiti per le attività economiche. Per questo Ricevuto deve farsi carico della questione supportando il Consorzio e convocando tutte le parti in causa per fare chiarezza a tutela del comprensorio”.

Alla Provincia verranno chiamati a fare il punto della situazione i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola ed i vertici della Rete Fognante. Anche se la stagione estiva volge al termine, vanno ripristinati subito gli impianti, per scongiurare un vero disastro già in atto.

Quanto verificatosi nella Jonica, come anche nella zona dell’Alcantara, rappresenta un pesantisismo campanello d’allarme al quale è opportuno ed anzi indispensabile rispondere in tempi brevissimi: la svolta non può attendere e le parole e le buone intenzioni non bastano più. C’è bisogno di fatti concreti.

Andrà, inoltre, affrontata e chiarita la vicenda del mancato finanziamento da parte del Cipe delle opere di protezione degli impianti e di ammodernamento e completamento della rete fognaria. A tal riguardo la Provincia potrebbe dare consulenza e supporto legale al Consorzio Rete Fognante nel ricorso contro le decisioni del Cipe.

Le opere ritenute “non primarie” dal Ministero riguardano il ripristino della condotta sottomarina dell’impianto di depurazione a Giardini e quello per le acque nere di Naxos , nonchè il completamento dell’impianto di deodorizzazione nelle prime fasi del trattamento dei reflui ed il consolidamento del costone S.Filippo a protezione di Letojanni.

Ma è stato stoppato pure il fondo che avrebbe consentito l’atteso il ripristino dell’argine sinistro del fiume Alcantara, a protezione di Giardini. Bisognerà riattivare quei progetti, sia passando dalle vie legali ed i relativi ricorsi, sia verificando la possibilità di intercettare altri finanziamenti, tramite bandi regionali e comunitari. Il tavolo tecnico deve ancora iniziare: ma la corsa contro il tempo è già scattata.

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