Lunedì sarà appaltata la progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori di consolidamento e recupero dello storico complesso. Fondi regionali per 2,5 mln

Palazzo Ciampoli

E’ imminente l’appalto per la ristrutturazione di Palazzo Ciampoli, uno dei gioielli storici di Taormina.

E’ in atto il bando di gara per la “progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di consolidamento e restauro di Palazzo Ciampoli”, disposto da Palermo. Il termine utile concesso alle imprese interessate per presentare le offerte scade stamane (5 settembre) e l’apertura delle buste avverrà lunedì 10 settembre all’Urega di Messina. Si tratta di interventi che dovrebbero partire ad inizio 2013, finanziati per 2 milioni e 539 mila euro dall’Assessorato ai Beni culturali nell’ambito di un fondo destinato alla valorizzazione, iter conservativo e predisposizione di servizi di accoglienza nei beni di proprietà della Regione.

Gli interventi in agenda riguardano insomma il restuaro e consolidamento e la successiva fase di collocamento degli impianti.Palazzo Ciampoli, sito in centro, a due passi dal Municipio e dal Duomo, è da tanti anni ormai inagibile, in stato di totale abbandono e degrado, ed è una condizione di dissesto ben visibile all’occhio di tanti attoniti turisti. Un sito che potrebbe perfettamente raffigurare lo splendore della Taormina che fu ma invece è diventato nel tempo un esempio tangibile di trascuratezza. E vi è una grande insegna in stile “simil-gotico” del vecchio “Night Club”che finisce nelle foto-ricordo di turisti di tutto il mondo.

L’importo complessivo dell’appalto (compresi gli oneri per la sicurezza ed appunto per la progettazione esecutiva) è di Un milione 449 mila 206 euro; l’importo dei lavori (compresi gli oneri per la sicurezza) è di Un milione 336 mila 920 euro, ed inoltre 51 mila euro per l’attuazione dei piani di sicurezza non soggetti a ribasso; 112 mila euro per il coordinamento della sicurezza e l’assistenza specialistica per le opere di impiantistica.

Palazzo Ciampoli era stato dichiarato monumento nazionale con decreto ministeriale 21 novembre 1911 n. 11, ed è stato quindi espropriato dalla Regione con decreto assessoriale il 05/12/1984 n. 3181 per realizzarvi un Museo etnoantropologico e su questo bene fu posto proprio un vincolo sulla destinazione d’uso.

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