Le aziende con più di 250 dipendenti o con oltre 50 milioni di profitto dovranno riferire ogni anno sulla rappresentanza di genere dei consigli non direttivi

Viviane Reding

Le aziende europee quotate in Borsa dovranno assegnare almeno il 40% dei posti dei loro consigli non direttivi alle donne entro il 2020, altrimenti saranno multate. E’ quanto prevede la proposta di legge redatta dalla Commissione europea che dovrebbe essere presentata il mese prossimo dal Commissario per la Giustizia, Viviane Reding.

Stando a quanto si legge nella bozza, anticipata oggi dal Financial Times, le aziende con più di 250 dipendenti o con oltre 50 milioni di euro di profitto dovranno riferire ogni anno sulla rappresentanza di genere dei loro consigli. Le società inadempienti rispetto alla legge saranno soggette a provvedimenti di carattere amministrativo e potranno anche essere escluse da aiuti di Stato e contratti.

“Si registrano progressi molto lenti sulla presenza di donne nei consigli aziendali, con un incremento medio annuo di solo lo 0,6% nell’ultimo anno”, si legge nella bozza, in cui si sottolinea anche la necessità di armonizzare la situazione negli Stati membri, dove oggi si registrano in questo campo “risultati molto divergenti”. La proposta ha subito sollevato le proteste delle aziende, che ritengono inopportuno intervenire ai loro vertici nel pieno della crisi dell’eurozona.

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