Nei suoi ultimi mesi di vita “Jacko” era afflitto da paranoie, crisi di panico e comportamenti ossessivi

Michael Jackson

Michael Jackson era ubriaco e depresso, afflitto da paranoie, attacchi di panico e comportamenti ossessivi: sono questi i nuovi dettagli sulla condizione del cantante nei suoi ultimi mesi di vita, emersi da 250 e-mail scambiate tra Tim Leiweke, il presidente della società Anschutz Entertainment Group (Aeg), che organizzava gli spettacoli di Jacko, e il promoter Randy Philips. Il re del pop avrebbe dovuto tenere un tour di 50 concerti nel 2009, dal quale è stato poi ricavato il documentario “This is It”, ma sembra che Jacko non fosse pronto per un tale impegno.

Nei messaggi, dei quali è entrato in possesso il quotidiano Los Angeles Times, emerge la preoccupazione per la stabilità emotiva della star: «MJ si è chiuso nella sua stanza, è ubriaco e demoralizzato, sto cercando di farlo riprendere», ha scritto Philips in una delle e-mail. E ancora: «ho urlato così forte che i muri tremavano, è un pasticcio emotivo». Leiweke ha riposto con un laconico «mi prendi in giro?». E le e-mail – spiega il Times – avranno probabilmente un ruolo centrale nella causa civile tra la Aeg e la compagnia assicurativa Lloyd’s, che si prepara a dare battaglia per riavere i 17,5 milioni di dollari della polizza firmata sul tour, a causa delle false affermazioni sullo stato di salute della star. Secca la risposta dei legali di Aeg, che replicano sottolineando come i messaggi non siano stati riportati integralmente, offrendo così una visione distorta dei loro discorsi.

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