Secondo un leader buddista thailandese, il padre del iPhone si è reincarnato e vive adesso a Cupertino

Steve Jobs

Steve Jobs ci ha lasciato un anno fa, il 5 ottobre. Ma, secondo le rivelazioni di un gruppo buddista thailandese e del suo leader, Phra Chaibul Dhammajayo, vive e lotta nella sua nuova dimensione essendosi reincarnato in un filosofo guerriero che vive in un palazzo di vetro, posto in bilico sopra il suo vecchio ufficio a Cupertino, in California. Secondo Phra Chaibul, abbate del tempio di Dhammakaya, Jobs vive in un palazzo che, guarda caso, somiglia a uno store Apple, e, come in vita, è circondato da servitori che lo accontentano in ogni sua esigenza.

Surreale? Sì, ma perfino il Wall Street Journal dedica spazio alle rivelazioni del gruppo tibetano Dhammakaya, criticatissimo però da molti correligionari. Il nuovo Jobs non è però l’uomo vinto dalla malattia, che pure continuava a presentare i suoi gioiellini tech: il filosofo guerriero Jobs è più giovane dell’originale, ha al massimo 40 anni, e anche una bella capigliatura. La reincarnazione del fondatore di Apple, insomma, sembra coerente con il personaggio, un uomo che in vita ha saputo farsi leggenda, ed è trapassato tra ondate di rimpianti e nostalgie, osannato come un profeta laico la cui innovazione ha diviso il mondo nella fase avanti e dopo Apple.

La sua vita, con annesse opere e miracoli tech, si presta bene ai sermoni di Chaibul: la funzionale bellezza degli apparecchi della casa di Cupertino è anch’essa un emblema di come solo tra cadute e risalite si possa raggiungere la perfezione. E anche se nel cv di Jobs figura qualche insuccesso minimo tutto è parte di un karma più grande che gli permette, nella sua nuova veste, di godere di un nuovo corso dove ogni desiderio è esaudito con calma e relax.

Le critiche che si abbattono su Phra Chaibul sono molteplici; c’è chi lo accusa di farsi pubblicità, c’è chi si chiede come faccia a sapere tante cose sull’attuale Jobs non avendo mai conosciuto il precedente, e chi invece lo accusa di ridicolizzare il culto buddista, che lo stesso padre dell’i-Phone seguiva con accanito interesse. Insomma, secondo il famoso discorso di Stanford, tenuto da Jobs nel 2005 nel tempio accademico californiano, bisogna essere folli e affamati. Non sappiamo quale dei due sia Chaibul.

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