Dal 5 al 9 settembre, appuntamento con la rassegna “cult” dedicata al mondo della scrittura e la cultura: quest’anno la 16ma edizione, attesi 70 mila visitatori

l’edizione 2011 del Festival della Letteratura

In tempi di spending review la cultura non è in saldo e la qualità continua ad essere il biglietto da visita del Festival della Letteratura a Mantova quest’anno già alla sua sedicesima edizione. Al via la manifestazione il 5 settembre fino al 9 con un calendario che prevede un turnover di circa 300 ospiti tra scrittori, editori, critici e addetti ai lavori ad ogni livello.

In occasione di “Festivaletteratura”, nella cornice nobile dei palazzi rinascimentali di Mantova, come di consueto, saranno allestiti spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo, reading di poesie, eventi in lingua originale e incursioni nella letteratura del passato. Era un appuntamento importante a cui la città non poteva mancare.

Mantova in festa, dunque, quasi ad esorcizzare la paura del terremoto che ha fatto tremare tutta l’Emilia nei mesi scorsi, per accogliere per questa nuova edizione i circa 70.000 visitatori di tutte l’età. Una vera e propria corsa contro il tempo. La città si è rifatta il maquillage e a tempo di record ha messo via transenne ed impalcature, dimezzato i tempi della burocrazia per la messa in sicurezza di case, palazzi, corti rurali e corte ducale dopo i crolli di tanti edifici. E’ stato necessario per questa edizione che alcuni eventi fossero dislocati in maniera diversa, come è successo per il tendone centrale che da piazza delle Erbe è stato allestito su piazza Sordello.

Il Festival letterario rappresenta un ritorno alla normalità e alla celebrazione della cultura che risarcisce in parte la città dei Gonzaga, che di certo è ancora un cantiere a cielo aperto e che ha bisogno di finanziamenti considerevoli perché si possa tornare all’antico splendore. Di certo, la città non dimentica e, infatti, nella locandina della manifestazione campeggia il campanile della basilica di Santa Barbara, adesso in restauro, che il 29 maggio scorso crollò, un simbolo secolare per la città, situato sulla torre più alta della città, l’emblema del Rinascimento del capoluogo che fece scuola in tutto il mondo, basti pensare al Campidoglio di Washington e alla cattedrale di Saint Paul a Londra.

Tra le novità di questa edizione il tentativo di creare un ponte tra la sempre più dilagante cultura digitale e l’industria editoriale. Laboratori e conferenze pongono al centro della questione il ruolo del web come veicolo culturale in grado di avvicinare e diffondere i saperi contemporanei garantendone allo stesso tempo un accesso libero di spazio e tempo. La riflessione poi è d’obbligo anche sul destino del mercato cartaceo e se sopravviverà la fascinosa figura dell’intellettuale confinato nella sua torre d’avorio o è destinato a diventare un homo social per esistere.

La kermesse sembra aver già intuito dove soffia il vento e già sin dal battage pubblicitario si è affidata ai social network più famosi per attirare l’attenzione del popolo di facebookiani e follwers twitteriani con la passione dell’ebook e dei blog.

Del resto molti talent scout delle case editrici tradizionali negli ultimi tempi sono andati nella rete per pescare i nuovi talenti che riempivano con fiumi di post i loro openspace virtuali.

Ma la vera sfida del Festival è portare concretamente il mondo virtuale nelle piazze mantovane. Un esempio per tutti è la realizzazione di extralab di un gruppo di esperti di wikipedia per aspiranti enciclopedisti. Ispirati da Diderot, i redattori wikipediani illustreranno al pubblico come si costruisce l’unità minima della più grande enciclopedia virtuale, come si selezionano le fonti, come si scrive e come si struttura una voce, a cominciare dal controllo dei fatti fino ad arrivare alla definizione della bibliografia, ma anche come si mantiene in vita una pagina, come si aggiorna, come si modifica e come si migliora.

Certo è che nel XXI secolo la rete è la principale infrastruttura a nostra disposizione per diffondere la conoscenza e nuovi scrittori del futuro dovranno avere le competenze per accedere a queste nuove piattaforme di comunicazione per interagire con i loro futuri lettori.

Basti pensare che i bibliofili che non potranno assistere personalmente al “Festivaletteratura” potranno comunque partecipare in live streaming da piazza Castello, a Mantova, ad un ciclo di incontri con alcuni dei più importanti autori a livello internazionale. Un accesso possibile anche in modalità on demand e che, nell’era degli e-book e delle librerie virtuali, rende la Rete una moderna biblioteca a disposizione del pubblico del web. Un modo nuovo di intendere la cultura, con la partecipazione (l’omaggio a Gaber all’interno della manifestazione sembra ancora più incisivo), il dialogo, l’interazione in tempo reale con i protagonisti del Festival attraverso social network e chat dedicate agli incontri. Chissà se rimpiangeremo un giorno le vecchie pagine consumate di un libro antico.

Per fortuna che al Festival c’è anche Orlando, all’interno de “Il Furioso in festa”, che vaga tra le stanze del Palazzo Te che con le donne, i cavallier, l’arme, gli amori lascia che poeti, artisti, narratori e studiosi, leggano e reinventino il poema ariostesco, seguendo il proprio piacere e al pubblico la sorte di andare alla loro ricerca, ben sapendo che nel percorso a piedi si presentano nuove avventure e inattese meraviglie a suon di ottave, altro che virtual game.

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