“La scossa di martedì notte non è avvenuta nelle strutture superficiali della crosta terrestre legate ai terremoti dei primi del ‘900. Sinora nessuna replica”

lo Stretto di Messina

C’è ancora paura nelle località dello Stretto di Messina, dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.6 registrata martedì’ notte all’1.12 in provincia di Reggio Calabria, nel distretto dello Stretto di Messina. Le località prossime all’epicentro sono state Scilla, Villa San Giovanni e Campo Calabro.

Sono state numerosissime le telefonate che hanno intasato i centralini dei vigili del fuoco di Reggio Calabria. Il sisma ha provocato molto spavento tra la popolazione. Molti i cittadini che sono stati svegliati di soprassalto. La scossa si è verificata ad una profondità di 45,5 chilometri ed è stata avvertita a Messina e nei comuni calabresi e siciliani dell’area dello Stretto.

Il sisma è stato nettamente avvertito a Messina, soprattutto nel centro della città. Non si sono verificate scene di panico, ma delle famiglie sono scese in strada. Tecnici della protezione civile del Comune di Messina hanno già eseguito dei sopralluoghi senza registrare danni a cose o persone. Il terremoto, che ha fatto ‘vibrare’ gli ultimi piani di palazzi alti anche a Catania, ha scaricato la sua forte energia nella profondità del mare.

Molti cittadini si sono svegliati di soprassalto hanno chiamato i numeri di polizia e carabinieri chiedendo informazioni. La notizia si è diffusa ben presto anche sui social network come facebook e twitter dove le persone allarmate si sono subito scambiate informazioni e impressioni. Carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco e protezione civile di Messina hanno comunque ribadito che non ci sono danni. La città dello Stretto nel 1908 ha registrato uno dei terremoti e maremoti più forti della storia che costò la vita a migliaia di persone.

Il meccanismo all’origine del terremoto di magnitudo 4,6 avvenuto la notte scorsa è diverso da quello che ha scatenato i devastanti terremoti del 1905 e del 1908. È quanto emerge dalle prime analisi condotte dagli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

“Sono in corso delle analisi approfondite ed è ancora presto per avere un quadro sufficientemente chiaro”, ha detto il funzionario di Sala sismica Claudio Chiarabba. “Il terremoto – ha aggiunto – è avvenuto poco distante dalla costa, a meno di dieci chilometri. È stata una scossa importante, ma avvenuta a grande profondità, 45,4 chilometri”.

Quello che è chiaro, ha rilevato, è che la scossa non è avvenuta nelle strutture superficiali della crosta terrestre legate ai terremoti dei primi del ‘900. “Questo – ha aggiunto – non significa però che non possa esserci una relazione”. A generare il terremoto è stata una delle numerose microplacche che costellano la zona a Nord della Sicilia e che formano un vero e proprio ‘puzzle’. Una di queste piccole placche si è spostata verso Nord-Ovest scivolando al di sotto dell’Arco Calabro.

Finora, ha detto ancora Chiarabba, “non ci sono state repliche di questo terremoto e al momento la nostra ipotesi è che non ve ne saranno”. Tuttavia non si può escludere che altre scosse possano essere originate da altre microplacche.

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