Visita in Cina della cancelliera tedesca: “l’Italia può farcela, anche senza scudo. Crisi Ue sarà superata”

Angela Merkel

La cancelliera tedesca Angela Merkel è giunta questa mattina a Pechino per una visita di due giorni che le permetterà di incontrare la leadership cinese.

La Merkel ha ribadito che esiste “la volontà politica assoluta” di rafforzare l’euro, durante il suo incontro una con il primo ministro Wen Jiabao. La cancelliera sarà ricevuta anche dal presidente Hu Jintao.

Secondo gli analisti, Pechino considera la Germania decisiva per una soluzione alla crisi dei debiti sovrani. Merkel, da parte sua, dovrebbe provare a rassicurare i leader cinesi sulla crisi in corso in Europa, i cui effetti cominciano a farsi sentire anche a Pechino. L’Unione europea, infatti, è il primo mercato per le esportazioni cinesi. E la crisi dell’eurozona è stata al centro del bilaterale di ieri tra la Merkel e il premier Monti a Berlino. Nel colloquio la cancelliera si sarebbe detta sicura sul fatto che l’Italia può farcela, anche senza chiedere l’attivazione dello scudo anti-spread, se riterrà di non doverlo fare.

Fonti italiane raccontano così le quasi due ore di incontro tra il premier e la cancelliera, con il tema della possibile richiesta italiana di intervento dell’Esfs che è argomento obbligato, dopo le indiscrezioni apparse ieri mattina su alcuni quotidiani che volevano una Merkel determinata a convincere il professore a presentare la richiesta. Sarebbe stato lo stesso Monti a chiedere se fosse davvero così, ricevendo in risposta la secca smentita che la cancelliera ribadirà poi in conferenza stampa. La domanda di Monti è invece l’occasione per la Merkel di ribadire il suo apprezzamento per quanto fatto dal governo, e appunto – secondo fonti italiane – per assicurare la “piena fiducia” nel governo italiano che, a patto di continuare sulla strada delle riforme e della disciplina di bilancio, potrà uscire dalla crisi anche senza chiedere l’intervento dello scudo europeo.

E che l’Italia non ha alcune intenzione di cambiare rotta, lo ha assicurato Monti nella conferenza stampa: anche se iniziano ad arrivare il “riconoscimento” e i “risultati” degli sforzi fatti dall’Italia, “bisogna essere persistenti”, e dunque “è ovvio che non ci si può fermare con qualche parvenza di buon risultato ma andare avanti con determinazione”. “L’Italia, come la Merkel gentilmente ha riconosciuto, ha fatto progressi credo rilevanti in questi mesi con il generoso supporto delle forze politiche, delle forze sociali e dei cittadini soprattutto, e questi progressi iniziano a essere riconosciuti”, come testimoniano i giudizi delle autorità internazionali e “i buoni risultati delle emissioni” di titoli pubblici, che oggi hanno visto il Tesoro collocare 9 miliardi di titoli a tassi che non si registravano da marzo. Insomma, “credo ci sia motivo di sperare”, aggiunge Monti, “ma non di allentare gli sforzi”, perchè i “pre-requisiti” per tornare a crescere “sono disciplina dei conti pubblici e riforme strutturali”.

E motivi di speranza Monti li vede anche nella Ue, che ha fatto “progressi rilevanti” nel miglioramento della governance. Con Merkel che assicura il pieno sostegno tedesco al rapporto dei quattro presidenti (Van Rompuy, Barroso, Juncker e Draghi) sul futuro dell’Unione. Divergenze sono restate però, tra Monti e Merkel, sulla licenza bancaria per l’Esm: “E’ vietata dai trattati”, ha tagliato corto la cancelliera. Con il premier che però ha fatto notare come i trattati “possono essere modificati”, e dunque certe cose che non sono possibili oggi alle attuali condizioni, lo possono essere domani con nuove condizioni”. O magari “se un certo strumento non trova consenso, si possono trovare strumenti alternativi da sviluppare”.

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