Il portierone brasiliano, ceduto al Qpr, è tornato per l’abbraccio ai tifosi dell’Inter: sipario su 7 anni indelebili

Julio Cesar

Sette anni memorabili di Inter da onorare e un pezzo stupendo di vita da ricordare con il gesto di una mano.

Julio Cesar è tornato a San Siro, in occasione della gara di ritorno dei preliminari di Europa League contro il Vaslui, per salutare il pubblico che ne ha fatto un idolo dal 2005, anno in cui approdò in nerazzurro vincendo subito cinque scudetti di fila. La sua avventura italiana è finita ufficialmente: il portiere brasiliano si è accasato infatti al Qpr, in Inghilterra.

Ma certi amori non si scordano e non si cancellano con la firma sul foglio di un nuovo contratto. Non poteva mancare un commiato in grande stile e, vista l’impossibilità di effettuare il “giro d’onore” domenica sera prima di Inter-Roma, Julio Cesar ha optato per il match contro il Vaslui.

Non serviva una gara di cartello, del resto, per il reciproco omaggio: il suo ai tifosi e quello dei tifosi all’amato numero uno. Tra i più grandi di sempre nella storia dell”Inter e nella storia recente del calcio. E i tifosi hanno detto addio al loro “Acchiappasogni”, così come meritava.

Julio Cesar ha pianto: si è commosso e ha salutato con questa lettera i tifosi dell’Inter:

“Sette anni fa è arrivato a Milano un ragazzo semplice e sconosciuto al calcio Europeo però con tanta voglia e fame di raggiungere i propri obiettivi: diventare un portiere rispettato e soprattutto vincente.Sono arrivato in una famiglia che mi ha accolto con tanto entusiasmo e quindi è cominciata la mia avventura

La prima volta che ho indossato la maglia dell’Inter, ho capito subito che la squadra aveva tanti tifosi appassionati e che era la squadra perfetta per poter realizzare tutto quello che sognavo da bambino. Ho lavorato duro, giorno dopo giorno e quando sono stato schierato la prima volta come titolare, sono rimasto molto sorpreso ,ma anche consapevole di aver conquistato la fiducia del Mister Roberto Mancini.

Da quel giorno in poi il sogno comincia a diventare realtà, da subito uno scudetto………a tavolino? Può darsi…….. comunque lo tengo molto stretto…….dopo tutto, non siamo stati noi ad avere sbagliato.

Poco male……..negli anni successivi non ci siamo più fermati. Arrivano super coppe, coppe Italia il secondo scudetto e poi il terzo ……mamma mia che bello…… .

Siamo diventati così forti che sognavamo ancora più in alto, la squadra voleva di più per se stessa e per il suo Presidente , sapevamo perfettamente cosa mancava, e giorno dopo giorno abbiamo iniziato insieme a Mourinho a costruire una storia che rimarrà per sempre nella mia memoria e nel mio cuore: dopo il quarto scudetto di fila ,io insieme ai miei compagni abbiamo fatto una cosa unica per noi stessi, per l’Inter e per i tifosi: La famosa tripleta, terza Coppa Italia, il quinto scudetto e il trofeo che mancava……..dopo 45 anni l’Inter vince la Champions League.

E chi era il portiere? Quel ragazzo semplice e sconosciuto al calcio europeo, quel ragazzo che finalmente ha potuto realizzare i propri sogni grazie ad una grande famiglia che si chiama Inter. Questa grande famiglia non è solo composta dai miei compagni e dal presidente ma anche da tutti voi che questa sera voglio ringraziare con tutto il mio cuore, per il vostro calore, per avere condiviso con me tutte queste gioie.

Vi amo e vi amerò sempre, vi porterò sempre nel mio cuore ovunque io andrò.

Ancora grazie a tutti gli allenatori e staff con cui ho lavorato in questi meravigliosi sette anni, grazie alla redazione di Inter channel, grazie a Fausto Sala a Monica Volpi a Marco Branca e soprattutto al Presidente Massimo Moratti

Vado da un’altra parte però con la sensazione di avere compiuto bene il mio dovere. Grazie Milano

Il vostro Acchiappasogni. JC”

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