I cinesi dello Shanghai Shenhua non pagano l’asso ivoriano e lui pensa alla fuga: ora Marotta ci pensa

Didier Drogba

Eccolo il colpo “last minute” della Vecchia Signora: si chiama Didier Drogba. Nel valzer di mercato che la Juventus continua a ballare alla ricerca del centravanti per lottare anche in Champions League, potrebbe tornare di prepotenza il nome dell’ivoriano.

E’ uno che la Champions l’ha appena alzata e che ora, dopo aver ceduto alla cascata d’oro con cui lo Shanghai Shenhua lo ha ricoperto per portarlo in Cina a fare coppia con il suo ex compagno al Chelsea Anelka, potrebbe clamorosamente fare le valigie dall’esilio asiatico e rimettersi sul mercato europeo.

Tutto dipende dal suo club, alle prese con una guerra interna tra soci privati e pubblici che al momento mette a rischio gli stipendi dei giocatori, Drogba compreso, pronto a rescindere il contratto principesco se non più onorato.

Sono lontani i tempi di Maggio in cui Marotta allontanava l’idea Drogba, “nome altisonante ma che non interessa”, come lo definiva il dirigente di mercato bianconero. Allora ballavano tante opzioni, tanti giocatori, e la lista di Conte sul bomber da portare a Torino era lunga e ben assortita: da Suarez a Van Persie, da Jovetic a Destro, la margherita era così piena di petali da allontanare l’idea di puntare su un attaccante sì di valore assoluto ma con 34 primavere sulle spalle. E mentre Drogba accettava l’offerta a mandorla, piano piano la Juve vedeva sparire uno dopo l’altro i suoi obiettivi: il Liverpool blindava Suarez così come la Fiorentina sta facendo col suo Jo-Jo, l’Arsenal cedeva Van Persie al Manchester United e la Roma si accordava con Siena e Genoa per portare Destro in giallorosso.

Risultato? Un Llorente, attaccante esploso solo lo scorso anno e tutto da valutare in un campionato di livello, supervalutato dall’agguerrito Atlethic Bilbao che non si schioda da una richiesta esorbitante di oltre 35 milioni di euro, una debolissima possibilità di convincere il club viola a cedere il suo gioiello montenegrino e all’orizzonte un cavallo di ritorno come Borriello che abbatterebbe il morale di tutta la tifoseria, sfiancata da una rincorsa al top player, al bomber e conclusa con un attaccante mai amato a Torino e che avrebbe il sapore già assaggiato di un ripiego dell’ultimo momento, non certo un nome per sognare.

Il sogno invece ora ha il colore d’ebano del bomber ivoriano. Un attaccante esperto, vecchio lupo di mare di quell’avventura chiamata Champions, centravanti temuto da ogni difensore in tutta Europa. Troppo anziano, si dirà, 34 anni sono troppi. E Lucio allora? Classe 1978, stessa età, eppure il club bianconero non ci ha pensato un attimo e quando il difensore si è svincolato dall’Inter Marotta lo ha blindato con un biennale. Biennale che anche Drogba ha firmato in Cina e che se dovesse terminare anzitempo la sua avventura d’Oriente sarebbe ben lieto di firmare di nuovo, anche a cifre più basse di quelle irraggiungibili dello Shenhua, oltre undici milioni di euro a stagione, che potrebbero a breve rivelarsi un miraggio.

E soprattutto, oltre al valore del giocatore, Drogba in maglia bianconera sarebbe un messaggio chiaro a spogliatoio, sicuramente esaltato dall’arrivo del grande nome, alla tifoseria pronta ad adottare un nuovo idolo e a sognare in grande e, non ultimo, agli avversari, a cui dire che la Juve è pronta a tutto per fare la voce grossa anche in Europa.

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