In aumento il numero di persone che si rifugiano in un cambio costante di partner, ma per molti è un modo di sfuggire all’amore. La paura del “cambiamento”…

c’era una volta Cupido

In principio c’erano le donne. Le donne che amavano alla follia. Povere vestali e concubine trafitte dai doloranti dardi cupidiani.

Donne in prede a crisi isteriche, costantemente posteggiate davanti al telefono in attesa di quella chiamata che non arrivava mai e che puntualmente finivano sul divano a lacrimare con clinex in mano per intere giornate oppure davanti la tv a vedere film d’amore strappalacrime quasi ad esorcizzare il proprio status di cuore spezzato. Prima. E adesso?

Adesso la “sindrome cupidiana” sembra aver lasciato il posto ad una totale anoressia d’amore. Sindrome che colpisce uomini e donne. Sembra quasi che non ci sia più spazio per il sentimento. La complessità emotiva sparisce mentre l’eros si impoverisce risucchiato da consumismo pornografico e dal sesso facile. Da dove nasce l’anoressia d’amore? Forse dalla paura di stare male? O da quella di perdersi nell’altro?

Cosa impedisce la relazione profonda? La risposta è semplice: la paura del cambiamento. Perché l’amore è rivoluzione: ti trasforma, ti mette in contatto con quella parte oscura che non conosci, che è irrazionale e che non puoi comandare perché dominata dal cuore. Abbiamo tutti bisogno di amore, tutti. E alla fine ricopriamo quel vuoto con qualche surrogato: il lavoro, la carriera, gli amici, il cibo.

Chi ha una vita amorosa rutilante, irrequieta e con un cambio costante di partner, lo fa per sfuggire all’amore. Chi non ama o si rifiuta d’amare lo fa perché non ha mai conosciuto l’amore e ne ha il terrore proprio perché non sa di cosa si tratti. Ed è un peccato perché l’amore è forza, è dedizione, è energia, l’amore è la vita.

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