Il noto regista, sceneggiatore e produttore, scriverà su Blogtaormina. Il “sì” di un uomo simbolo dell’Italia che sa essere grande con umiltà e la forza delle sue idee

Silvano Agosti
Silvano Agosti

Silvano Agosti entra ufficialmente nella community di Blogtaormina. Siamo lieti di annunciare l’ingresso su queste pagine di un apporto significativo e prestigioso, una personalità che darà certamente ulteriore lustro al nostro progetto. Il maestro Agosti è un uomo che ha saputo essere grande non solo nella genialità delle sue opere ma ancor più nei valori umani e intellettuali che ha espresso in tanti anni vissuti da protagonista, senza eccessi e con una geniale creatività e una forza delle idee che hanno pochi eguali nel mondo dello spettacolo ed in generale nell’Italia che ieri entusiasmava e adesso vive una lunga stagione di declino.

Regista e sceneggiatore, produttore cinematografico di prestigio internazionale, ma anche scrittore e poeta, soprattutto personalità simbolo dell’Italia nel mondo, Silvano Agosti ha aderito alla nostra proposta con un entusiasmo e una semplicità che – senza voler fare alcuna enfasi di circostanza – ci onora e ci rende ancor più motivati nell’impegno intrapreso.

Il maestro Agosti  sarà parte integrante di Blogtaormina e riteniamo opportuno presentarlo nel modo forse più scontato ma doveroso: con una biografia, la sua, che non ha bisogno di commenti.

Agosti, originario di Brescia, ha viaggiato in giovane età in Europa Medio-Oriente e Nord-Africa. Nel 1960 ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (sui colleghi di studi erano Marco Bellocchio e Liliana Cavani). Il suo corto La veglia è stato quindi premiato con il Ciak d’oro (come migliore allievo) dal Presidente della Repubblica. Con la borsa di studio ottenuta grazie a questo premio Agosti scelse di andare a Mosca presso l’istituto statale di cinema dell’Unione Sovietica per la specializzazione in montaggio, studiando contestualmente l’opera di Ejzenstejn.

Dopo aver collaborato alla sceneggiatura, ai dialoghi e al montaggio nonché alla realizzazione del commento musicale insieme a Ennio Morricone su incarico di Bellocchio per il film “I pugni in tasca”, nel 1967 l’esordio di Agosti nella regia cinematografica con il lungometraggio “Il giardino delle delizie”, film con musiche proprio di Ennio Morricone. “Il giardino delle delizie” fu invitato all’Expo universale di Montreal come uno dei dieci migliori film prodotti nel mondo in quell’anno, nonostante la censura cui fu sottoposto in Italia.

Dopo aver realizzato “NP il segreto” (1970), con Irene Papas e Francisco Rabal, Agosti convinse Nicola Piovani a intraprendere la via di compositore del commento musicale cinematografico. Dalla metà degli Anni Settanta si è avvicinato alla tematica della follia realizzando “Matti da slegare” con Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli. La pellicola è stata girata all’ospedale psichiatrico di Colorno, presso Parma, e propose una nuova interpretazione del rapporto cinema-verità, documento e fiction incentrato sul tema dell’istituzione manicomiale. Come produttore, Agosti ha poi fondato la casa di produzione 11 marzo Cinematografica, che produrrà tutti i suoi film, tutti invitati al Festival internazionale di Venezia (Quartiere in concorso nel 1986).

Sul piano dell’attività letteraria, Agosti ha firmato diversi romanzi e testi di poesia. Fanno parte della sua produzione: L’uomo proiettile(candidato al Premio Strega), Il cercatore di rugiada(candidato al Premio Strega), , Uova di Garofano, La ragion pura, Il giudice, La Vittima, L’assassino, Il semplice oblio(candidato al Premio Strega), , Lettere dalla Kirghisia, Il ballo degli invisibili; la trilogia poetica Nuvole, Incanti, L’estro armonico; i racconti Chiaro di luna e i manuali Breviario di cinema, “Come realizzare un film senza denaro o per capirci meglio senza spendere neppure un euro”.

Per la Rai ha realizzato la serie: 30 anni di oblio e 40 anni di oblio con i materiali da lui stesso girati nel decennio 1968 – 1978. Agosti ha collaborato ad alcuni programmi televisivi di Fabio Volo.

Da quarant’anni, alternando viaggia in India, negli Usa e in Canada. Ed oggi vive a Roma ed è proiezionista presso il cinema da lui gestito. Da tre anni ha fatto domanda ufficiale all’Unesco e alle Nazioni Unite chiedendo che l’Essere Umano venga proclamato Patrimonio dell’umanità.

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