Per fronteggiare l’emergenza fatture da pagare alla società della raccolta rifiuti, idea a Palazzo dei Giurati: usare i soldi del ticket parcheggi riscossi da Asm (ente in liquidazione) per conto proprio della casa municipale

raccolta rifiuti a rischio stop?

Forse sarà soppresso nei prossimi mesi, ma intanto il ticket dei parcheggi è stato individuato dall’Esecutivo come un possibile “jolly” da utilizzare per fronteggiare l’emergenza Messinambiente e scongiurare lo sciopero.

La società preposta alla raccolta rifiuti reclama infatti il pagamento di 4 milioni di euro ed in particolare l’ultima fattura sin qui pagata dal Comune di Taormina si riferisce ad un acconto del mese di gennaio 2012.

E così per dare un segnale all’impresa che ha già comunicato ufficialmente, in assenza di una svolta, un possibile stop al servizio, la Giunta valuterebbe l’idea di utilizzare una parte del balzello (1 euro che si paga all’ingresso nei silos) riscosso dall’Asm al Lumbi ed al Porta Catania e che poi viene versato al Comune.

A quanto pare verrebbero destinate a Messinambiente delle somme per alleggerire il carico debitorio che grava su Palazzo dei Giurati nei confronti della società. La situazione è di quelle che non lasciano tranquilli, anche perchè Messinambiente ha fatto presente che mancano persino i sacchetti da mettere nei cestini lungo il Corso, “in quanto il fornitore non li dà più, oltre alle difficoltà per quanto riguarda la sistemazione e la messa in sicurezza dei mezzi, ed il pagamento dei materiali ai vari fornitori, compresi quelli relativi ai carburanti”.

Curiosa appare, comunque, l’ipotesi in oggetto, anche tenendo conto che per dare respiro alla propria situazione di cassa, la casa municipale potrebbe insomma ricorrere a dei soldi che sono ossigeno per l’Asm, azienda che dallo scorso settembre è in liquidazione. Settembre si preannuncia, in ogni caso, come un mese cruciale sia per quelli che saranno gli scenari immediati, con il rischio incombente di uno sciopero del personale impiegato, ed anche in vista del futuro.

L’idea resta sempre quella si una società consorziata, da avviare con gli altri Comuni dell’hinterland, a partire da Giardini, Letojanni e Castelmola. Ma i tempi per la futura società, per forza di cose, non potranno essere brevi, e allora i conti bisogna farli nel presente. E i numeri dicono che Messinambiente reclama 4 milioni di euro. Hanno ribadito la propria preoccupazione anche i sindacati. Intanto, l’assessore al Bilancio, Fabio D’Urso ha manifestato l’impegno che entro il 28 agosto la casa municipale provvederà a pagare la fattura inerente il costo del servizio per il mese di febbraio.

A Taormina il contratto di Messinambiente col Comune è scaduto il 31 dicembre 2010 e da allora è proseguito sino a tuttora attraverso alcune proroghe: ma l’impossibilità da parte dell’ente locale di pagare la società (che vanta un credito di 4 milioni) rappresenta una spada di Damocle sul Comune, che rischia il dissesto.

E la raccolta rifiuti è una priorità assoluta dalla quale non si può prescindere per ovvii motivi, e che rappresenta il “biglietto da visita” del territorio ed il termometro del livello di ospitalità, non solo agli occhi dei residenti ma soprattutto dei tanti turisti che raggiungono Taormina.

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