L’errore di chi ancora pensa che il femminismo sia un dogma o una religione: è invece una vera “sfida” alle differenze sessiste nel controllo di ricchezze e potere

l’eterna questione del femminismo…

Anno 2012. Era virtuale, epoca libertina. Abbiamo ancora bisogno di femminismo? Lo senti inneggiare da tutte le parti, una parola dal sapore un po’ vintage che bisogna forse riprendere togliendole i vecchi significati stereotipati.

Abbandonate, quindi, le visioni di donne che stanno a casa a fare solo le Cenerelle (anche perchè oggi un mega aiutino arriva dalle fantastiche invenzioni di lavatrici lava-e-asciuga, super-aspirapolveri e lavastoviglie), che significato assume oggi la parola femminismo?

Il femminismo non è un dogma o una religione bensì è il tentativo di trasformare il mondo in una società equa dove non ci siano differenze sessiste nel controllo delle ricchezze (oggi le donne controllano solo l’1% della ricchezza mondiale), del potere o a livello industriale. Oggi bisogna pensare che anche la donna andrà un giorno sulla luna e Cenerentola abbandonerà la casa della matrigna per fare l’impiegata invece che la domestica sfigata nell’attesa che giunga il principe!

Le donne hanno bisogno di unione e di maggiore libertà: non esistono coscienze di serie A o di serie B, è troppo comodo fare la differenza continua tra “donne per bene e per male”, lasciamo agli uomini i falsi moralismi che dividono le donne in categorie e le contrappongono. Uomini che vedono crollare ogni giorno di più il loro comodo patriarcato.

Uomini che traggono vantaggio dall’invidia femminile e dalla totale incapacità delle donne di fare squadra. Forse è questo il problema: far sparire il femminismo. Solo così le donne otterranno l’uguaglianza. E alla fine anche Cenerentola, Wonder Woman e Puffetta staranno nella stessa fiaba. Perché il femminismo è anche divertente.

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