Almeno tre Procure, con altrettanti procedimenti giudiziari, potrebbero spingere il Cavaliere a fare dietrofront sull’intenzione di candidarsi nel 2013

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi fa retromarcia? Il Cavaliere confida al Giornale i suoi timori circa una ripresa della “persecuzione giudiziaria” nel caso in cui ci fosse una sua ridiscesa in campo. C’è chi lo descrive “molto depresso” “pieno di guai con le sue aziende”, e chi “ricaricato” dai sondaggi che danno il partito in ripresa, e quindi pronto a impugnare lo scettro e a sfidare le urne anche anticipatamente: sono le due facce della medaglia di un Silvio Berlusconi che ha ancora molte pratiche da sbrigare prima di sciogliere la riserva politica. E che distribuisce le sue “verità” con il contagocce ai tanti interlocutori di turno. Agli “amici veri” lo ha lasciato intendere. Vorrebbe – come è giusto che sia – avere il tempo di concentrarsi sulla sua vita e le sue cose e non doversi impelagare nelle beghe di partito di tutti i giorni. E soprattutto è piuttosto cosciente di un dettaglio: «Se mi ripresento sono già pronte le inchieste contro di me. Due a Napoli e una a Bari. Si ricomincia a ballare». Tre in totale. Avesse davvero ragione il Cavaliere, non sarebbe un dettaglio secondario. Tre nuove inchieste in dirittura d’arrivo oltre al fatto che ci sarebbe un nuovo fronte su cui iniziare a “diveritirsi”. Napoli e Bari tornerebbero ad essere procure della Repubblica di riferimento.

Silvio Berlusconi, insomma, ancora non ha deciso se scendere in campo e le ombre delle aule di tribunale lo fanno meditare sull’opportunità di riproporsi. Sarebbe la sesta volta per lui, dal ’94.

Molto, raccontano, dipenderà comunque dalla legge elettorale che i partiti partoriranno in queste ore decisive. Ma anche dalla convenienza politica e dal carico fisico di un impegno cosi’ gravoso. Altro fattore determinante per sciogliere la riserva, assicurano i boatos raccolti in Transatlantico, potrebbero essere i suoi processi, a cominciare dal caso Ruby.

E qualcuno parla, come detto, di quel timore di nuove inchieste giudiziarie contro di lui in arrivo da Napoli e Bari. Di certo, il Cavaliere e’ nella sua dimora in Sardegna a preparare la ripresa, determinato a dire ancora la sua sulla politica economica (fisco e debito pubblico) e sulla giustizia (intercettazioni, ddl anticorruzione e responsabilita’ civile dei magistrati).

Il sapore dell’ultima sfida lo spinge a candidarsi, l’ombra inquietante dei giudici lo frena. Ancora qualche settimana e poi sapremo la verità.

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